Un indice dei prezzi al consumo (CPI) di giugno più debole ha attenuato le pressioni inflazionistiche nel breve periodo, ma la comunicazione limitata della Federal Reserve mantiene alta l’incertezza sulla politica monetaria e sostiene il dollaro USA (USD). L’attenzione si sposta sulla decisione di mercoledì del Federal Open Market Committee (FOMC) e sul Personal Consumption Expenditures (PCE) Price Index di giovedì, entrambi considerati potenziali catalizzatori di movimenti bruschi sui tassi a breve, sul FX e più in generale sugli asset rischiosi.
Riunione FOMC e interpretazioni di mercato
La riunione è considerata insolitamente aperta a interpretazioni in questa fase avanzata del ciclo, con le quotazioni di mercato che continuano a prezzare una probabilità di circa un terzo di un rialzo e, da qui a fine anno, quasi due rialzi. L’esito del CPI sotto le attese viene letto come un elemento che dà alla Fed margine per restare in pausa, anche se i crescenti rischi di conflitto vengono citati come possibile fattore rialzista per l’inflazione più avanti nel corso dell’anno. I trader analizzeranno comunicato e conferenza stampa alla ricerca di indicazioni sulla “reaction function” del Comitato, mentre il PCE è visto come un successivo innesco che potrebbe o rafforzare la disinflazione oppure avallare aspettative di fine anno più “hawkish”.
Dati canadesi e impatto
Il PIL canadese è ritenuto più rilevante per il percorso della Bank of Canada (BoC) e per il dollaro canadese (CAD).
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