I dati sul mercato del lavoro nel Regno Unito iniziano a indicare una stabilizzazione dopo mesi di erosione. Le buste paga del settore privato sono aumentate di 8.000 unità a settembre, il primo incremento da gennaio, mentre anche l’ospitalità ha registrato un lieve rialzo dopo essere stata colpita dall’aumento del salario minimo e dai rincari fiscali dello scorso anno; il commercio al dettaglio ha continuato invece a perdere posti di lavoro. La serie è soggetta a revisioni e resta offuscata da problemi di campionamento, ma la direzione è coerente con le indagini sulle assunzioni e con il tasso di disoccupazione in calo al 4,7% dal 4,9%, sebbene parte della flessione rifletta una maggiore inattività.
Segnali di ripresa del mercato del lavoro
I dati sul mercato del lavoro nel Regno Unito iniziano a indicare una stabilizzazione dopo mesi di erosione. Le buste paga del settore privato sono aumentate di 8.000 unità a settembre, il primo incremento da gennaio, mentre anche l’ospitalità ha registrato un lieve rialzo dopo essere stata colpita dall’aumento del salario minimo e dai rincari fiscali dello scorso anno; il commercio al dettaglio ha continuato invece a perdere posti di lavoro. La serie è soggetta a revisioni e resta offuscata da problemi di campionamento, ma la direzione è coerente con le indagini sulle assunzioni e con il tasso di disoccupazione in calo al 4,7% dal 4,9%, sebbene parte della flessione rifletta una maggiore inattività.
Crescita salariale e prospettive sui tassi
La stabilizzazione, tuttavia, non implica un ritorno delle pressioni e il quadro salariale resta sotto controllo. La crescita delle retribuzioni nel settore privato, corretta per gli effetti di composizione, è stata del 3,4%, un ritmo che la Bank of England associa a un obiettivo d’inflazione del 2% nel medio termine, mentre l’ultimo aumento annualizzato su un mese della crescita della retribuzione regolare nel settore privato è stato dell’1,7%. Le indagini della BoE sui salari sono rimaste complessivamente stabili intorno al 3,5% per tutto l’anno e finora vi sono evidenze limitate di effetti di secondo impatto legati all’energia; in questo contesto, un eventuale rialzo dei tassi a novembre e un possibile ulteriore intervento a febbraio sarebbero inquadrati come misura assicurativa, con margini per tagli dalla fine del 2027 qualora tali effetti non dovessero materializzarsi.
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