Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato domenica che non escluderebbe ulteriori attacchi contro l’Iran prima delle elezioni di midterm, secondo Fox News. Ha affermato di aspettarsi che la guerra venga vinta “molto presto” e ha collegato tale esito a un calo dei prezzi del petrolio, sostenendo che il greggio scenderebbe “di molto” ai livelli precedenti al conflitto. Trump ha inoltre ribadito che all’Iran non sarà consentito ottenere un’arma nucleare, presentando la deterrenza nucleare come elemento centrale degli obiettivi statunitensi.
Separatamente, la Persian Gulf Strait Authority (PGSA) iraniana ha diffuso un avviso agli armatori contro l’utilizzo di rotte “non autorizzate” attraverso il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz, affermando che ci saranno conseguenze per le compagnie di navigazione che non si adegueranno. Sui mercati, il West Texas Intermediate (WTI) segnava un rialzo dello 0,72% nella giornata, a 92,00 dollari, al momento della stesura.
I mercati energetici verso una volatilità più elevata
Con il WTI intorno a 92,00 dollari e una retorica in escalation, occorre prepararsi a una maggiore volatilità di mercato nelle prossime settimane. Considerate le minacce alle rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% dei flussi mondiali di petrolio liquido, il rischio di interruzioni immediate dell’offerta è altamente credibile. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call di breve termine sul WTI per beneficiare di potenziali fiammate dei prezzi in caso di avvio di azioni militari.
Durante precedenti escalation in Medio Oriente, come gli shock geopolitici del 2022, i benchmark petroliferi globali sono balzati rapidamente fino a quasi 139 dollari al barile. Se gli Stati Uniti dovessero condurre ulteriori attacchi, prevediamo che il WTI potrebbe testare rapidamente la resistenza dei 100 dollari. I trader dovrebbero valutare bull call spread per contenere il costo dei premi, mantenendo al contempo un posizionamento per questo rapido slancio rialzista.
Trading strategico in un contesto di incertezza
Al contrario, occorre prepararsi alla possibilità di una rapida risoluzione che potrebbe far crollare le quotazioni del petrolio verso i livelli di base. Per coprirsi da una de-escalation improvvisa, suggeriamo l’utilizzo di strategie long strangle, che traggono beneficio da oscillazioni estreme dei prezzi in entrambe le direzioni. La volatilità implicita sui derivati energetici è ancora in fase di aggiustamento, il che significa che per ora queste opzioni “bidirezionali” restano relativamente convenienti.
Va inoltre monitorato il settore del trasporto marittimo, poiché gli avvisi di minaccia nel Golfo probabilmente faranno salire i premi assicurativi e i noli delle petroliere. Il trading di derivati sui futures dei noli marittimi o l’acquisto di call su indici ad alta esposizione energetica offre un modo alternativo per sfruttare questi colli di bottiglia nei trasporti. Continueremo a seguire i volumi giornalieri di transito delle petroliere per valutare l’impatto reale di questi avvisi sulla navigazione.
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