Donald Trump ha detto di aver parlato con Vladimir Putin e che la Russia avrebbe accettato di fornire diesel agli Stati Uniti e al mercato più ampio, a partire da oltre 300.000 tonnellate con effetto immediato. Ha aggiunto che ulteriori 500.000 tonnellate verrebbero consegnate a novembre e 1.000.000 di tonnellate «subito dopo», seguite — a seconda delle condizioni delle raffinerie — da altre 3.000.000 di tonnellate in un breve periodo. Trump ha anche fatto riferimento al «controllo totale» dello Stretto di Hormuz e ha ribadito che l’Iran non otterrà un’arma nucleare.
Reazioni dei mercati e prezzi dell’energia
I mercati hanno reagito con un arretramento del greggio, seguito da un recupero parziale. Il West Texas Intermediate è sceso da circa 91,40 dollari a 89,95 dollari, per poi stabilizzarsi sopra i 90 dollari al barile, mentre il Dollar Index statunitense è sceso a 102,20 da circa 102,26 ed era comunque in rialzo dello 0,08% nella giornata. La guida allegata sul sentiment di rischio definiva il «risk-on» come una preferenza per attività a più alto rischio e il «risk-off» come uno spostamento verso la sicurezza, che in genere sostiene obbligazioni, oro e valute rifugio come USD, JPY e CHF; al contrario, AUD, CAD, NZD e alcune valute minori come RUB e ZAR tendono a rafforzarsi in condizioni di risk-on.
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