Stati Uniti e Cina hanno concordato di prolungare la loro tregua commerciale bilaterale oltre la scadenza prevista per novembre, ha riportato Bloomberg. L’estensione segue un incontro non programmato a Washington tra il Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent e il Vicepremier cinese He Lifeng. L’intesa, definita “Accordo di Busan”, sarebbe dovuta terminare il 10 novembre ma ora resterà in vigore fino al 10 gennaio, con la possibilità entro quella data di arrivare a un pacchetto economico più ampio oppure di un ulteriore rinnovo alle condizioni attuali.
Il presidente cinese Xi Jinping e Peng Liyuan sono arrivati alla Joint Base Andrews, fuori Washington, poco prima delle 18:00 ora locale di mercoledì. Sui mercati, l’AUD/USD era in calo dello 0,06% in giornata a 0,7034. Separatamente, la guerra commerciale Usa-Cina è iniziata all’inizio del 2018 sotto il presidente Donald Trump e ha portato all’accordo “Phase One” nel gennaio 2020, dopo il quale i dazi sono in larga parte rimasti. Una nuova escalation è seguita al ritorno di Trump come 47° presidente degli Stati Uniti: durante la campagna 2024 ha promesso dazi al 60% sulla Cina, che sono stati imposti il 20 gennaio 2025.
Impatto sui mercati valutari e dei derivati
L’estensione inattesa della tregua commerciale Usa-Cina fino al 10 gennaio 2027 ci offre un temporaneo margine di respiro che va sfruttato. Ci aspettiamo che la volatilità implicita di breve termine su coppie valutarie sensibili al commercio, come AUD/USD e USD/CNH, diminuisca nelle prossime settimane. Gli operatori in derivati dovrebbero valutare la vendita di opzioni a breve scadenza per catturare il decadimento del premio mentre la minaccia immediata di nuovi dazi viene congelata.
Pur con mercati di breve più tranquilli, occorre prepararsi a un brusco aumento della volatilità con l’avvicinarsi della nuova scadenza di gennaio. I dati storici delle precedenti dispute commerciali mostrano che la volatilità implicita su USD/CNH spesso aumenta del 20%-30% quando i negoziati si arenano. Raccomandiamo l’acquisto di calendar spread a scadenza più lunga o di call sulle mensilità più lontane su indici di volatilità per coprirsi dal rischio di un improvviso deterioramento dei colloqui.
Effetti sul dollaro australiano e sui derivati azionari
Il dollaro australiano, attualmente scambiato in area 0,7034, resta altamente sensibile alla salute economica cinese e ai flussi del commercio globale. Con il PMI manifatturiero cinese stabilizzato intorno a 50,4 negli ultimi mesi, vediamo una finestra temporanea di stabilità per le valute legate alle materie prime. Gli operatori in derivati dovrebbero considerare la strutturazione di risk reversal sull’AUD per beneficiare di un moderato rimbalzo “relief” nel prossimo mese.
Sul fronte dei derivati azionari, questo sollievo temporaneo probabilmente favorirà le multinazionali fortemente dipendenti dalle catene di fornitura cinesi. Possiamo puntare su opzioni call nei settori tecnologico e automobilistico, che hanno subito un duro colpo quando è stata introdotta per la prima volta la minaccia di dazi al 60%. Tuttavia, è opportuno mantenere dimensioni di posizione contenute, perché qualunque improvviso cambio di retorica politica potrebbe invertire rapidamente questi progressi.
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