TD Securities afferma che il recente intervento del Ministero delle Finanze giapponese e le discussioni su un possibile coordinamento USA-Giappone non hanno modificato il quadro di fondo per USD/JPY. La società vede un arretramento di breve periodo con il raffreddarsi del momentum, con spazio per una discesa verso 153,00, ma si aspetta che il cross resti sopra tale livello. La previsione di fine anno resta a 159,00.
USD/JPY è sceso bruscamente fino alla sua media mobile semplice a 200 giorni per la prima volta nel 2026, dopo due giorni di interventi del Ministero delle Finanze per un totale di circa 87 miliardi di dollari, mentre le notizie indicavano un potenziale intervento congiunto di Giappone e Stati Uniti. Il modello trend-following di TD Securities è passato da rialzista a neutrale, pur senza virare in ribasso. La banca si attende un downside limitato nel breve verso 153,00 in assenza di una Bank of Japan più hawkish e di un coinvolgimento diretto e prolungato degli Stati Uniti nell’intervento sullo yen.
Reazione del mercato e strategia operativa nel breve
Consideriamo il recente intervento “pesante” del Ministero delle Finanze giapponese come un ostacolo temporaneo più che come un’inversione strutturale del trend per USD/JPY. Nonostante la spinta da 87 miliardi di dollari che ha trascinato il cambio sulla media mobile semplice a 200 giorni, le forze di mercato sottostanti restano invariate. Raccomandiamo ai trader su derivati di trattare questo calo brusco come un’opportunità privilegiata per posizionarsi in vista di un eventuale rimbalzo.
Nelle prossime settimane, suggeriamo di acquistare opzioni call su USD/JPY con strike orientati verso 159,00, mantenendo stop difensivi appena sotto 153,00. In alternativa, i trader possono valutare la vendita di put out-of-the-money in area 153,00 per incassare premio, poiché ci aspettiamo che questo livello funzioni da solido “pavimento”. Questo approccio strutturato consente di sfruttare l’attuale volatilità senza “prendere un coltello che cade” qualora lo yen si rafforzasse ancora leggermente nel breve.
Dinamiche di policy e prospettiva strutturale
La storia mostra che gli interventi valutari unilaterali raramente hanno successo nel lungo periodo senza una politica monetaria di supporto. Ad esempio, durante le storiche campagne di intervento del Giappone nel 2022 e nel 2024, quando il governo ha speso oltre nove trilioni di yen in singoli blocchi, i rally di sollievo dello yen si sono esauriti nel giro di poche settimane perché il differenziale dei rendimenti è rimasto invariato. Con il differenziale dei tassi tra Federal Reserve e Bank of Japan ancora superiore a quattro punti percentuali, l’incentivo fondamentale per il carry trade resta pienamente intatto.
In assenza di un ciclo di rialzi concreto e hawkish da parte della Bank of Japan o di vendite attive di dollari da parte della Federal Reserve statunitense, il potenziale di apprezzamento dello yen resta strettamente limitato. Ci aspettiamo che il mercato ne prenda atto nel corso del prossimo mese, riportando USD/JPY verso il nostro target di fine anno a 159,00. I portafogli di derivati dovrebbero quindi restare net long su USD/JPY, sfruttando questa correzione temporanea per costruire posizioni long-volatility a costi più contenuti.
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