TD Securities ha affermato che il posizionamento sull’oro è cambiato, poiché l’aumento dei prezzi del petrolio legato al conflitto tra Stati Uniti e Iran minaccia di riportare l’inflazione su livelli più elevati. I mercati hanno iniziato a scontare un rialzo dei tassi della Federal Reserve verso la fine del 2026 e la società si attende che maggiori costi di carry, costi opportunità legati ai rendimenti e un dollaro USA più forte finiscano per limitare la performance del metallo.
La banca vede l’oro scambiare vicino al supporto a 3.900 dollari/oncia, mentre la componente speculativa long continua a ridursi. Anche sull’argento i gestori hanno tagliato l’esposizione netta rialzista: una domanda industriale e d’investimento più debole dovrebbe pesare sui prezzi, lasciando per ora entrambe le posizioni long su una traiettoria di indebolimento.
Inflazione trainata dall’energia e prospettive sui metalli preziosi
Stiamo assistendo a un marcato cambio di regime nel quadro macro globale: il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran ha spinto il Brent oltre i 110 dollari al barile, minacciando di invertire i recenti progressi sul fronte dell’inflazione. Questo shock inflazionistico legato all’energia ha portato i mercati a prezzare una probabilità del 65% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve entro dicembre 2026. Di conseguenza, raccomandiamo ai trader su derivati di ridurre rapidamente l’esposizione rialzista ai metalli preziosi.
L’oro è attualmente ancorato a un supporto chiave a 3.900 dollari/oncia e consigliamo l’acquisto di opzioni put a breve scadenza per beneficiare di un’eventuale rottura al ribasso di tale livello. La combinazione di un Dollar Index in aumento, che di recente ha segnato un nuovo massimo a 106,8, e di rendimenti dei Treasury in forte rialzo rende il mantenimento di posizioni in oro sempre più oneroso. Ci aspettiamo che i gestori speculativi continuino a liquidare le posizioni long nelle prossime settimane, spingendo i prezzi verso il basso.
L’argento è in condizioni ancora più fragili: i recenti dati manifatturieri indicano un calo del 3% della domanda industriale globale, inducendo i gestori a ridurre i contratti net-long. I trader su derivati dovrebbero puntare sull’argento con bear put spread o con posizioni short dirette sui futures per sfruttare questa mancanza di supporto. Prevediamo che la discesa dell’argento superi quella dell’oro, offrendo un’interessante opportunità per strategie di pairs trading con bias ribassista.
Strategie di portafoglio tra tassi più alti e dollaro più forte
Per coprirsi da questo cambiamento nelle attese sui tassi, suggeriamo di andare short sui futures sui tassi d’interesse a breve termine per allinearsi alla rivalutazione “hawkish” della Fed. Il rendimento del Treasury USA a 2 anni è già salito al 4,85% in risposta al premio geopolitico incorporato nel petrolio. Posizionarsi per un dollaro più forte e rendimenti più elevati contribuirà a proteggere i portafogli mentre il mercato si adatta a un contesto prolungato di alti costi di carry.
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