La sterlina ha ceduto lo 0,11% contro il dollaro in una seduta con pochi dati in calendario, portando il cambio GBP/USD a 1,3217 dopo un precedente picco in area 1,3261. L’azione dei prezzi è stata guidata dal rischio geopolitico: attacchi collegati al Medio Oriente hanno spinto al rialzo i prezzi dell’energia e frenato l’appetito per il rischio, mentre il conflitto Russia-Ucraina è rimasto sotto i riflettori dopo che le ipotesi di un cessate il fuoco sulle infrastrutture energetiche sono apparse fragili in seguito a un attacco a una centrale elettrica. Il calendario USA della settimana è incentrato sull’inflazione CPI di mercoledì e sul PPI di giovedì, insieme agli interventi di esponenti della Federal Reserve; nel Regno Unito, la politica ha aggiunto rumore, con Andy Burnham che ha indicato gli sforzi per assicurare un accordo sulle relazioni future con l’Unione europea.
Prospettive di politica monetaria della Bank of England
Sul fronte della politica monetaria, le attese sui tassi BoE sono rimaste elevate dopo che Catherine Mann ha avvertito che l’inflazione potrebbe avvicinarsi al 4% entro fine anno, aumentando il rischio di una deriva salari-prezzi e di aspettative d’inflazione disancorate; l’inflazione dei servizi è stata descritta come più difficile da riportare in calo senza ulteriori rialzi dei tassi. Le indicazioni di prezzo su Prime Terminal implicavano circa il 90% di probabilità di un rialzo nella riunione del 5 novembre e un percorso verso un tasso base al 4,75% nell’arco di un anno dall’attuale 3,75%, con ulteriori aumenti attesi nel 2027. Sul piano tecnico, il cross veniva indicato intorno a 1,3212, con RSI (14) vicino a 37 e livelli di resistenza segnalati a 1,3291, 1,3419, 1,3434 e 1,3606.
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