La sterlina è rimasta stabile contro il Dollaro USA venerdì, con GBP/USD intorno a 1,3231 e con variazioni minime, anche se l’Indice del Dollaro USA è salito dello 0,16% a 102,27. La fiducia dei consumatori statunitensi si è indebolita, con l’indice dell’Università del Michigan sceso a 46,3 in ottobre da 48,1 in settembre, sotto il consenso a 47,6. Le aspettative d’inflazione sono aumentate leggermente: quelle a un anno sono salite al 4,7% dal 4,6%, mentre quelle a cinque anni sono salite al 3,5% dal 3,4%. L’attenzione si sposta ora sull’inflazione al consumo e alla produzione negli Stati Uniti, insieme a Retail Sales, ulteriori dati sul lavoro e commenti dei funzionari della Federal Reserve in vista della riunione FOMC di ottobre.
Le aspettative di mercato implicano poche variazioni per ottobre, con gli operatori che assegnano una probabilità dell’81% a tassi lasciati invariati. Per dicembre, il pricing indica 21 punti base di inasprimento e una probabilità dell’87% di un rialzo. I rendimenti dei Treasury USA hanno continuato a salire, mentre nel Regno Unito l’attenzione è su prezzi energetici elevati e sull’imminente Autumn Budget, insieme alle vendite al dettaglio UK, un intervento del capo economista della BoE, Pill, e i dati sul PIL. Sul piano tecnico, GBP/USD scambiava vicino a 1,3229, sotto le medie mobili semplici a 50/100/200 giorni raggruppate intorno a 1,3439, con livelli di resistenza indicati a 1,3360, 1,3508, 1,3544 e 1,3606; l’RSI a 14 giorni era a 38,47.
Prospettive sul Dollaro USA tra sentiment più debole e aspettative d’inflazione in rialzo
Con il sentiment dei consumatori USA in calo a 46,3 in ottobre e le aspettative d’inflazione in aumento al 4,7%, si delinea uno scenario complesso per il Dollaro. Le persistenti tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto USA-Iran, mantengono elevati i prezzi dell’energia e i rendimenti dei Treasury. Questo suggerisce di prepararsi a una volatilità più alta sulle principali coppie valutarie nelle prossime settimane, mentre i mercati assorbono queste pressioni inflazionistiche.
Osservando il grafico di GBP/USD, la coppia scambia vicino a 1,3230, ben al di sotto del principale cluster di medie mobili a 1,3439. Riteniamo che gli operatori sui derivati debbano privilegiare strategie di vendita sui rimbalzi, puntando a un test di supporti più bassi finché il cambio resta contenuto sotto la soglia di 1,3360. Il Relative Strength Index è su un debole 38,47, indicando che i venditori mantengono ancora il controllo senza che il mercato sia già completamente in ipervenduto.
Scenario UK e strategie di gestione del rischio
Nel Regno Unito, monitoriamo da vicino l’elevato costo dell’energia e il prossimo Autumn Budget. Gli operatori sui derivati dovrebbero gestire il rischio in modo rigoroso in vista di questi appuntamenti, insieme ai prossimi dati su PIL e vendite al dettaglio UK, che potrebbero innescare movimenti improvvisi nella valutazione della sterlina. Storicamente, i principali annunci fiscali britannici possono provocare oscillazioni superiori a 100 pip sulle coppie in sterline nell’arco di una singola seduta.
Nel frattempo, la probabilità che la Federal Reserve lasci i tassi invariati in ottobre è all’81%, ma un rialzo è ampiamente incorporato nei prezzi per dicembre. Consigliamo l’uso di opzioni o strategie strutturate su derivati per coprirsi da movimenti improvvisi attorno alle prossime pubblicazioni dell’inflazione USA al consumo e alla produzione. Un posizionamento per un Dollaro più forte resta un trend convincente se i dati inflazionistici USA sorprendono al rialzo, rafforzando la narrativa dei tassi “più alti più a lungo”.
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