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Sterlina vicino a 1,3500: deboli dati sull’occupazione USA e calo del petrolio spostano l’attenzione su CPI e PIL del Regno Unito

by VT Markets
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Aug 10, 2026

GBP/USD apre la settimana 10–14 agosto in area 1,3500, ai massimi dal 15 luglio, dopo che un debole report sul mercato del lavoro USA ha spinto il dollaro al ribasso e ridotto le aspettative di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre. Il calo del petrolio ha inoltre sostenuto la sterlina, attenuando i rischi di inflazione nel Regno Unito legati ai costi energetici. Restano al centro dell’attenzione gli sviluppi geopolitici dopo che Donald Trump ha citato progressi nei colloqui Iran–Oman sullo Stretto di Hormuz, pur in assenza di un accordo finale. La Bank of England ha lasciato i tassi invariati nell’ultima riunione; Andrew Bailey ha affermato che il processo di disinflazione prosegue e che ulteriori ribassi del petrolio rafforzerebbero la tesi di un percorso di politica monetaria graduale.

Giovedì è attesa la stima preliminare del PIL britannico del 2° trimestre, con crescita vista allo 0,2% t/t rispetto allo 0,6% precedente; la variazione annua è stimata all’1,6% rispetto allo 0,9%, mentre il PIL di giugno è previsto a +0,1%. Negli Stati Uniti, mercoledì l’IPC di luglio è atteso al 3,4% (headline) e 2,5% (core), seguito dal PPI giovedì, quindi vendite al dettaglio e indice preliminare di sentiment dell’Università del Michigan venerdì. Sul piano tecnico, l’H4 mostra consolidamento attorno a 1,3470, con obiettivi di resistenza a 1,3522 e 1,3535; una rottura al ribasso indica 1,3436 e poi 1,3190; il MACD ha la linea di segnale sopra lo zero ma in flessione. Su H1, il range 1,3434–1,3500 implica un arretramento verso 1,3470 prima di un’estensione verso 1,3535; lo Stocastico sotto 50 è visto scendere verso 20 e successivamente risalire verso 80.

Strategie di trading su derivati e principali rischi legati agli eventi

Raccomandiamo ai trader su derivati di prepararsi a una volatilità elevata mentre GBP/USD si muove in prossimità del livello chiave di 1,3500. Per sfruttare l’attuale momentum, potremmo utilizzare opzioni call di breve periodo se la coppia riuscisse a rompere con decisione sopra 1,3500. Storicamente, la rottura di resistenze psicologiche importanti come 1,3500 ha spesso innescato rialzi rapidi di circa 150 pip nell’arco di una settimana.

Mercoledì va monitorata con particolare attenzione la pubblicazione dell’IPC USA, con inflazione core attesa al 2,5%. Se il dato dovesse risultare inferiore alle attese, potremmo acquistare call su GBP/USD puntando alla resistenza di 1,3535. Al contrario, una lettura dell’inflazione più alta probabilmente rafforzerebbe il dollaro, rendendo più sensato l’impiego di opzioni put con target 1,3436.

Anche l’annuncio del PIL UK di giovedì rappresenta un appuntamento cruciale, con il consenso che prevede un rallentamento della crescita allo 0,2%. I dati recenti mostrano che l’economia britannica è cresciuta dello 0,6% nel trimestre precedente, per cui un dato a sorpresa migliore delle attese potrebbe alimentare acquisti aggressivi. Consigliamo di impostare stop-loss stretti in area 1,3434 per proteggersi da improvvisi affondi qualora il dato sul PIL deludesse.

Scenario tecnico e impatto dei prezzi del petrolio

Il calo dei prezzi del petrolio sta attualmente agendo da fattore di supporto per la sterlina, riducendo i rischi di inflazione domestica. Nell’ultimo decennio, flessioni persistenti del greggio hanno con regolarità attenuato la pressione sull’economia britannica, fortemente orientata ai servizi, sostenendo la valuta. Possiamo capitalizzare questo contesto mantenendo un bias rialzista finché i prezzi del petrolio resteranno depressi grazie ai progressi nei negoziati in Medio Oriente.

Sul fronte tecnico, va osservato il range di consolidamento tra 1,3434 e 1,3500 in cerca di un segnale di breakout chiaro. Un movimento confermato sotto 1,3436 invaliderebbe l’impostazione rialzista, suggerendo un passaggio a posizioni short con obiettivo 1,3190. Per ora, comprare sui cali in area 1,3470 con target 1,3535 offre il miglior rapporto rischio/rendimento.

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