L’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) della Nuova Zelanda è aumentato del 4,1% su base annua nel secondo trimestre, attestandosi sopra le attese di mercato del 4%. Il dato indica che l’inflazione rimane elevata rispetto alle previsioni.
Prospettive di politica monetaria della RBNZ e attese sui tassi
Con l’inflazione del secondo trimestre in Nuova Zelanda risultata più alta del previsto, al 4,1% contro una stima del 4,0%, ci aspettiamo che la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) rinvii eventuali tagli dei tassi pianificati. Storicamente, quando l’inflazione resta vischiosa al di sopra della banda obiettivo della RBNZ compresa tra l’1% e il 3%, i policymaker mantengono più a lungo un’impostazione restrittiva. Questa sorpresa al rialzo implica un aggiustamento delle nostre aspettative di breve periodo su un allentamento monetario.
Strategie di mercato e implicazioni sui derivati
Nel comparto dei derivati valutari, raccomandiamo di valutare posizioni lunghe sul dollaro neozelandese (NZD) contro il dollaro USA o il dollaro australiano. Tassi più elevati più a lungo tendono ad attrarre capitali esteri, il che dovrebbe fornire un supporto di breve periodo al kiwi. I trader di opzioni possono considerare l’acquisto di call NZD a breve scadenza per sfruttare il momentum rialzista.
Per i derivati sui tassi, suggeriamo di andare corti sui futures sui bank bill oppure di posizionarsi per un aumento dei rendimenti swap. Storicamente, i tassi swap a due anni reagiscono in modo marcato alle sorprese inflazionistiche e ci aspettiamo che salgano man mano che il mercato ridimensiona le attese di tagli dei tassi. Puntare su un appiattimento della curva dei rendimenti potrebbe inoltre rivelarsi una mossa efficace, poiché i rendimenti a breve tendono a impennarsi più rapidamente di quelli a lungo.
Dati recenti di inizio anno hanno mostrato la RBNZ mantenere l’Official Cash Rate invariato al 5,5% per raffreddare l’economia, ma le pressioni interne sui prezzi restano ostinatamente elevate. Con l’inflazione core ancora persistente, il percorso della banca centrale verso il target di medio termine del 2% appare sempre più complesso. Riteniamo che nelle prossime settimane i volumi di negoziazione sugli swap denominati in NZD aumenteranno sensibilmente, mentre le istituzioni cercheranno di coprire i portafogli contro la persistenza di tassi elevati.
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