L’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, dopo il fallimento di un accordo di pace ad interim, insieme all’intensificarsi degli attacchi tra Ucraina e Russia, ha spinto al rialzo i mercati energetici nell’ultima settimana, sostenendo greggio, prodotti raffinati, gas naturale ed elettricità europea. Il Brent è salito da 83 $/barile del 13 luglio a 88 $/barile, dopo aver brevemente superato quota 90 $ nella notte, ai massimi da metà giugno, prima di ripiegare. Il WTI è aumentato da 78 a 82 $/barile nello stesso periodo, pari a un rialzo di circa il 5%.
La riprezzatura è stata collegata alle interruzioni del traffico marittimo attraverso Hormuz, a una sospensione al terminal CPC e al riemergere di timori sulla disponibilità dell’offerta, mentre le scorte globali restano su minimi record, con i mercati del diesel che segnalano una tensione senza precedenti. Il crack spread del gasolio ICE si è ampliato a 65 $/barile, segnando un record per tre giorni consecutivi la scorsa settimana, mentre anche il crack spread USA 3-2-1 ha raggiunto un massimo storico di 70 $/barile. L’India ha aumentato il prelievo sulle esportazioni di diesel a 15,5 rupie/litro e quello sul jet fuel a 14,5 rupie/litro, mentre la benzina al dettaglio negli Stati Uniti è tornata sopra i 4 $/gallone.
Strategie di trading per mercati petroliferi volatili
Con il Brent balzato a 88 $ e il WTI arrivato a 82 $ a causa della crisi delle spedizioni nello Stretto di Hormuz, consigliamo ai trader di derivati di prepararsi a una volatilità al rialzo persistente nelle prossime settimane. Piuttosto che acquistare futures “outright”, raccomandiamo l’uso di opzioni call long sul Brent per catturare ulteriore potenziale rialzista limitando al contempo il rischio di ribasso in caso di improvvise de-escalation. Storicamente, shock lato offerta di questa portata portano a rapidi balzi della volatilità implicita, rendendo le strategie di acquisto di premio particolarmente redditizie se impostate per tempo.
Il crack spread USA 3-2-1 ai massimi storici a 70 $/barile e il gasolio ICE a 65 $ indicano una tensione estrema che non ci aspettiamo si attenui a breve. I trader dovrebbero valutare bull call spread su futures di heating oil e gasolio per capitalizzare questa compressione dell’offerta di prodotti raffinati. Questa strategia ricalca i pattern di trading di metà 2022, quando i vincoli di capacità di raffinazione spinsero i crack sul diesel su massimi storici, generando rendimenti elevati per chi operava sugli spread.
Scorte ai minimi e opportunità di copertura
Poiché le scorte globali oscillano attualmente vicino ai minimi pluriennali — in modo simile alla crisi energetica del 2022, quando le scorte commerciali OCSE scesero di oltre l’8% sotto la media quinquennale — ci aspettiamo che la curva dei futures resti fortemente in backwardation. Suggeriamo di operare sui calendar spread del front-month, in particolare acquistando il mese “prompt” e vendendo il secondo mese, per catturare il premio sulla consegna immediata. Questa strategia basata sulla backwardation è ulteriormente supportata dalla decisione dell’India di aumentare i prelievi all’esportazione a 15,5 rupie per litro, che ridurrà la disponibilità fisica “prompt” sui mercati internazionali.
Per gli hedger istituzionali, raccomandiamo con forza di fissare immediatamente i prezzi di diesel e jet fuel prima che i prezzi retail salgano ancora oltre l’attuale soglia di 4 $/gallone. L’utilizzo di collar a costo zero può aiutare a proteggersi da ulteriori picchi geopolitici, limitando al contempo il costo massimo dell’approvvigionamento di carburante. Occorre restare vigili: un improvviso breakthrough diplomatico in Medio Oriente potrebbe innescare rapidamente un ritracciamento del 10%-15% dei benchmark del greggio.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.