La rupia indiana ha iniziato la settimana in calo contro il dollaro USA, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio ha messo sotto pressione le valute dei Paesi importatori. Al momento della stesura, USD/INR segnava +0,15% a circa 95,95, mentre il contratto MCX Crude Oil con scadenza 19 ottobre avanzava dell’1,7% a circa 9.000 rupie. La Reserve Bank of India ha continuato a sostenere la valuta attraverso interventi sul mercato spot e sui Non-Deliverable Forwards (NDF).
Il petrolio ha trovato acquisti dopo che il presidente USA Donald Trump ha raffreddato le speranze di una soluzione diplomatica con l’Iran e ha evocato la possibilità di ulteriori attacchi militari prima delle elezioni di midterm; Teheran ha dichiarato di essere aperta a una “vera diplomazia” ma pronta a una “guerra apocalittica” in caso di nuovi attacchi. I rendimenti USA hanno rappresentato un ulteriore vento contrario: il Treasury decennale è rimasto vicino al massimo degli ultimi 19 anni a 5,23% segnato venerdì, mentre le indicazioni di mercato scontano circa il 70% di probabilità di un ulteriore rialzo dei tassi Fed di 25 pb in ottobre. In India, l’inflazione CPI da inizio anno ha mediato 3,8% contro la previsione RBI per l’FY2026-2027 pari al 5,0%, mentre USD/INR è rimasto sopra la sua EMA a 20 periodi a 95,61, con RSI a 56,7 e resistenza in area 96,10.
Volatilità del greggio e strategie di trading
Con il MCX Crude Oil in salita fino a 9.000 rupie al barile nel contesto di crescenti tensioni USA-Iran, consigliamo ai trader sui derivati di costruire posizioni long sui contratti crude a scadenza ravvicinata. Storicamente, improvvisi picchi geopolitici di questo tipo tendono ad aumentare la volatilità implicita nel breve periodo, rendendo gli spread rialzisti (bull call spread) una strategia interessante per gestire il rischio. Ci aspettiamo che il greggio resti altamente volatile finché l’escalation della retorica militare tra Washington e Teheran prosegue.
Prospettive sulla rupia e raccomandazioni sul reddito fisso
La rupia è sotto forte pressione, spingendo USD/INR a 95,95, ma l’intervento attivo della Reserve Bank of India sui mercati spot e forward dovrebbe limitare movimenti eccessivi. Suggeriamo ai trader di acquistare opzioni call su USD/INR sui ribassi verso la media mobile esponenziale a 20 giorni a 95,61, monitorando attentamente la resistenza immediata a 96,10. Questo approccio offre protezione contro improvvise fasi di deprezzamento della rupia, rispettando al contempo il “pavimento” reso evidente dall’azione della banca centrale.
Con i rendimenti del Treasury decennale vicino a un massimo pluridecennale a 5,23%, i flussi di capitale globali continueranno probabilmente a favorire il biglietto verde, comprimendo gli asset dei mercati emergenti. Poiché il mercato prezza una probabilità del 70% di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve in ottobre, proponiamo di assumere posizioni short sui futures obbligazionari per beneficiare dell’aumento dei rendimenti. Inoltre, gli operatori domestici dovrebbero prepararsi a volatilità sui tassi locali utilizzando Overnight Indexed Swaps (OIS) in vista della prossima riunione di politica monetaria della RBI.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.