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La rupia scende mentre l’impennata dei rendimenti USA e i deflussi azionari spingono al rialzo USD/INR in vista della decisione della RBI

by VT Markets
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Oct 6, 2026

La rupia indiana si è indebolita contro il dollaro USA martedì, mentre i rendimenti obbligazionari globali hanno continuato a salire, spingendo l’USD/INR verso 96,43, il livello più alto da oltre due mesi. Il rendimento del Treasury USA decennale era in rialzo dello 0,24% a circa 5,32%, dopo aver toccato lunedì un massimo ventennale vicino a 5,35%, un movimento che ha spesso spinto i mercati in modalità risk-off. La pressione sulla valuta è arrivata anche dai deflussi azionari, con gli Investitori Istituzionali Esteri (FII) che hanno venduto 14.183,36 crore di rupie nelle prime due sedute di ottobre.

I rendimenti legati agli USA sono in aumento da mesi, sostenuti dai timori che shock dell’offerta energetica collegati alla guerra in Medio Oriente possano mantenere elevata l’inflazione globale. La deriva al rialzo è proseguita anche dopo dati più deboli sui Nonfarm Payrolls di settembre, che hanno portato i mercati a ridurre le attese di un imminente inasprimento della Federal Reserve. L’attenzione si sposta ora sulla decisione di politica monetaria della Reserve Bank of India; il commento di mercato si è concentrato su tassi invariati, insieme a proiezioni di 50 pb di rialzi nel ciclo, con un rischio di 75 pb. Sui grafici, l’USD/INR scambiava intorno a 96,42 sopra la EMA a 20 giorni a 95,91, mentre l’RSI a 14 giorni si attestava a 68,07.

Strategia di trading con derivati e outlook tecnico

Suggeriamo ai trader di derivati di mantenere un’impostazione rialzista sulla coppia USD/INR nelle prossime settimane, puntando a ulteriori rialzi mentre la coppia staziona vicino ai massimi chiave di 96,43. Il forte momentum ascendente è solidamente supportato dalla Media Mobile Esponenziale a 20 giorni a 95,91, rendendo particolarmente interessanti le strategie di acquisto sui ribassi. I trader possono utilizzare opzioni call long o bull call spread per intercettare questo momentum limitando al contempo il rischio di downside.

L’incessante impennata dei rendimenti del Treasury USA decennale, che di recente ha raggiunto un picco vicino ai massimi ventennali di 5,35%, continua ad alimentare un contesto globale di risk-off. Questo spike dei rendimenti rende molto più attraenti gli asset sostenuti dal dollaro USA, drenando capitali dai mercati emergenti e mettendo sotto pressione la rupia indiana. Storicamente, quando i rendimenti USA si mantengono sopra la soglia del 5%, le valute dei mercati emergenti affrontano cicli prolungati di deprezzamento.

Flussi di capitale, attese di policy e gestione del rischio

Stiamo assistendo a una forte fuga di capitali dall’azionario indiano, con i Foreign Institutional Investors che hanno scaricato ben 14.183,36 crore di rupie nelle sole prime due sedute di ottobre. Questo intenso selling istituzionale esercita un’enorme pressione sulla valuta locale, creando una domanda strutturale di dollari USA sul mercato spot. Per i trader di derivati, una strategia di short sui future sugli indici indiani insieme a posizioni long su USD/INR potrebbe rappresentare un’operazione di correlazione particolarmente efficace.

Sebbene ci si attenda ampiamente che la Reserve Bank of India mantenga i tassi invariati alla prossima riunione, è molto atteso un orientamento più hawkish nel tono della policy. Le previsioni di mercato indicano un potenziale ciclo di rialzi dei tassi tra 50 e 75 punti base già a partire da dicembre per contrastare l’aumento dell’inflazione. I trader di derivati dovrebbero monitorare una volatilità in aumento nei future sui tassi e nelle opzioni valutarie, man mano che il mercato inizia a prezzare questo percorso di inasprimento aggressivo.

Nonostante il forte trend rialzista, segnaliamo che l’Indice di Forza Relativa (RSI) giornaliero sta attualmente oscillando vicino all’area di ipercomprato a 68,07. Questo indica che, pur essendo robusta la tendenza al rialzo, resta concreta la possibilità di un pullback tecnico di breve periodo verso il livello di supporto a 95,91. Per gestire questo rischio, i trader dovrebbero evitare di inseguire il mercato sui massimi locali e concentrarsi invece su punti di ingresso durante piccole correzioni.

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