I prezzi dell’oro negli Emirati Arabi Uniti sono scesi lunedì, secondo i dati di FXStreet. Il metallo è stato scambiato a 479,03 AED al grammo, in calo rispetto ai 482,90 AED di venerdì, mentre il prezzo per tola è scivolato a 5.587,28 AED da 5.632,50 AED. La tabella di FXStreet indicava inoltre l’oro a 4.790,47 AED per 10 grammi e a 14.899,43 AED per oncia troy.
FXStreet ha spiegato che ricava i prezzi negli Emirati traducendo i livelli internazionali, tramite il cambio USD/AED, in unità locali, con valori aggiornati quotidianamente utilizzando i tassi di mercato al momento della pubblicazione. I livelli riportati sono indicativi e possono differire dalle quotazioni del mercato locale. Separatamente, dati del World Gold Council citati da FXStreet hanno mostrato che nel 2022 le banche centrali hanno aggiunto 1.136 tonnellate d’oro, per un valore di circa 70 miliardi di dollari, alle riserve: il maggiore acquisto annuo da quando esistono le rilevazioni.
Driver del mercato dell’oro e prospettive
Consideriamo questo lieve arretramento dell’oro come una presa di profitto marginale all’interno di un trend rialzista più ampio. Le ragioni fondamentali per detenere oro, come il suo ruolo di copertura contro la svalutazione valutaria, restano saldamente valide. Questo pullback va letto come un’opportunità, non come un segnale di inversione.
I commenti recenti della Federal Reserve statunitense suggeriscono che una pausa nel ciclo di rialzi dei tassi sia imminente, con i mercati che ora prezzano un possibile taglio entro il quarto trimestre del 2026. Storicamente, l’oro tende a performare bene quando la Fed segnala la fine della stretta, come avvenuto a fine 2018 prima del rally del 2019. Un contesto di tassi più bassi riduce il costo opportunità di detenere un asset privo di rendimento come l’oro, rendendolo più attraente.
Questo scenario ha contribuito a indebolire il Dollaro USA, con il Dollar Index (DXY) recentemente sceso sotto 104 dai massimi di inizio anno. Un dollaro più debole è un sostegno diretto per l’oro, dato che il metallo è prezzato in USD. Quando il dollaro cala, l’oro diventa più economico per i detentori di altre valute, fattore che tende a sostenere la domanda.
Sebbene i dati sull’inflazione di maggio 2026 abbiano mostrato un lieve raffreddamento al 2,8%, il livello resta ostinatamente sopra il target del 2% della banca centrale, mentre le previsioni di crescita economica vengono riviste al ribasso. Questa combinazione di rallentamento della crescita e inflazione persistente crea un contesto favorevole per gli asset rifugio. Riteniamo che questo sia un driver chiave per gli investimenti in oro nei prossimi mesi.
Inoltre, la domanda delle banche centrali continua a fornire un solido “pavimento” ai prezzi: i dati del primo trimestre 2026 mostrano altre 250 tonnellate aggiunte alle riserve globali, trainate dalle banche dei mercati emergenti. Questo flusso d’acquisto costante, un trend che ha accelerato nel 2022, indica un forte supporto istituzionale. È probabile che questi grandi acquirenti sfruttino ogni fase di debolezza dei prezzi per aumentare le posizioni.
Strategie di investimento in un contesto volatile
Alla luce della volatilità attesa in vista dei prossimi dati macroeconomici, favoriamo strategie basate sulle opzioni. L’acquisto di call sulle correzioni o la vendita di put out-of-the-money consentono di posizionarsi per un rialzo definendo al contempo il rischio. Si tratta di strategie adatte a un mercato in cui ci aspettiamo che la direzione di fondo resti al rialzo, pur con possibili ritracciamenti di breve periodo.
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