I prezzi dell’oro in Arabia Saudita sono scesi martedì, secondo i dati elaborati da FXStreet. Il metallo è stato quotato a 498,78 SAR al grammo, in calo rispetto ai 502,87 SAR di lunedì, mentre il prezzo per tola è sceso a 5.817,62 SAR da 5.865,37. La tabella di FXStreet indica inoltre 4.987,73 SAR per 10 grammi e 15.513,63 SAR per oncia troy, con aggiornamenti giornalieri basati sulle quotazioni internazionali convertite tramite il cambio USD/SAR.
Il dataset aggiunge che i prezzi sono indicativi e che le quotazioni locali possono divergere. Separatamente, il materiale di contesto ha richiamato la domanda delle banche centrali: gli acquirenti ufficiali hanno aggiunto 1.136 tonnellate d’oro per un controvalore di circa 70 miliardi di dollari nel 2022, citando dati del World Gold Council, descritto come il massimo acquisto annuo da quando esistono le rilevazioni. È stata inoltre ribadita la tipica correlazione inversa dell’oro con il Dollaro USA e con i Treasury statunitensi, nonché il suo benchmark di prezzo in XAU/USD.
Forza del Dollaro e domanda delle banche centrali
Interpretiamo questo lieve calo dell’oro come il riflesso di forze di mercato più ampie, non come un evento локализзато. L’indice del Dollaro USA (DXY) è rimasto tonico, recentemente scambiato intorno a 105,5, un fattore che in genere rappresenta un vento contrario per gli asset denominati in dollari. La forza del biglietto verde è il principale elemento che stiamo monitorando per l’orientamento di breve termine.
La linea della Federal Reserve, orientata a mantenere i tassi elevati per contrastare l’inflazione, resta il principale ostacolo per l’oro. Con il tasso sui Fed funds stabile, il costo opportunità di detenere un asset privo di rendimento come l’oro rimane elevato. Di conseguenza, al momento siamo prudenti nell’assumere posizioni long significative tramite contratti futures.
Tuttavia, osserviamo anche un forte “pavimento” di supporto sotto i prezzi, che sta impedendo un sell-off marcato. Le banche centrali continuano a comprare in modo aggressivo: i dati del World Gold Council mostrano acquisti per oltre 290 tonnellate nel solo primo trimestre di quest’anno. Questo, insieme alla persistente instabilità geopolitica, sostiene una tesi rialzista di lungo periodo.
Strategie tattiche e outlook di mercato
Alla luce di questi segnali contrastanti, riteniamo probabile un mercato in trading range nelle prossime settimane. Stiamo valutando la vendita di put out-of-the-money su futures sull’oro per incassare premio, facendo leva sulla convinzione che la forte domanda delle banche centrali limiterà ribassi significativi. Questa strategia consente di generare reddito definendo al contempo un punto d’ingresso nel caso in cui il prezzo arretri ulteriormente.
La volatilità implicita nelle opzioni sull’oro è stata relativamente bassa, rendendo alcune strategie più interessanti. Stiamo anche considerando bull call spread, che permetterebbero di beneficiare di un moderato movimento al rialzo limitando il costo iniziale. L’impostazione è coerente con la nostra view: un breakout importante appare poco probabile alla luce della politica della Fed, ma il supporto di fondo per l’oro rimane intatto.
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