L’oro (XAU/USD) ha toccato quota 4.600 dollari nella sessione di venerdì negli Stati Uniti, il livello più alto dal 15 maggio, per poi ripiegare verso 4.580 dollari, restando avviato verso il terzo rialzo settimanale consecutivo. Il metallo guadagna circa il 13% questo mese, dopo che il Tesoro USA ha comunicato che raddoppierà i buyback a sostegno della liquidità sui titoli governativi a più lunga scadenza ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione; i rendimenti sul tratto lungo sono inizialmente scesi, per poi recuperare gran parte del movimento. Il dollaro USA si è indebolito in parallelo, con il Dollar Index (DXY) intorno a 98,75, vicino a un minimo di tre mesi, mentre gli acquisti delle banche centrali e afflussi più robusti negli ETF sull’oro hanno mantenuto sostenuta la domanda.
L’incertezza di politica monetaria ha inoltre inciso sulle quotazioni, con la Federal Reserve (Fed) guidata dal presidente Kevin Warsh che attribuisce meno peso alla forward guidance, e con i recenti dati su occupazione e inflazione negli USA che hanno ridotto le probabilità di un rialzo dei tassi alla prossima riunione. Restano tuttavia fattori avversi: rendimenti dei Treasury elevati aumentano il costo opportunità di un asset privo di cedola, mentre persistono rischi inflazionistici legati all’energia, con i prezzi del petrolio condizionati dallo stallo USA-Iran e dal target del 2% della Fed.
Sul piano tecnico, XAU/USD si mantiene sopra le medie mobili semplici (SMA) a 50, 100 e 200 giorni, con RSI vicino a 70 e ADX intorno a 32 mentre il MACD resta costruttivo. Le resistenze si collocano in area 4.600 e poi 4.750 dollari; i supporti sono visti a 4.514, 4.379, 4.172 e 4.000 dollari.
Strategie sui derivati e considerazioni tecniche
Riteniamo che i trader su derivati debbano adottare cautela in prossimità dell’attuale resistenza a 4.600 dollari, dato che l’oro segna un massimo di tre mesi. Con il Relative Strength Index (RSI) in area 70, il mercato mostra segnali di ipercomprato che suggeriscono una possibile pausa di breve periodo. Consigliamo l’impiego di strategie in opzioni, come l’acquisto di put protettive a breve scadenza, per coprirsi dal rischio di una correzione verso la media mobile semplice a 200 giorni a 4.514 dollari.
La nostra view rialzista di lungo periodo resta intatta, grazie al Dollar Index in calo vicino al minimo di tre mesi a 98,75. Storicamente, un dollaro in indebolimento sostiene in modo significativo i metalli preziosi, in linea con i trend macro che hanno alimentato i rally storici dell’oro nei precedenti cicli finanziari. Per sfruttare questo scenario, privilegiamo l’esecuzione di bull call spread con strike orientati a 4.750 dollari, qualora l’oro riesca a rompere e consolidare sopra la soglia dei 4.600 dollari.
Fondamentali di mercato e considerazioni sulla volatilità
Va inoltre considerato che la domanda sottostante resta estremamente solida, trainata dall’accumulazione delle banche centrali e dall’aumento degli afflussi negli exchange-traded fund (ETF). Ad esempio, a livello storico le banche centrali globali hanno acquistato oltre 1.000 tonnellate metriche di oro all’anno per diversificare le riserve, creando un “pavimento” di supporto significativo per il metallo. I trader possono vendere put cash-secured in prossimità dei supporti a 4.379 e 4.172 dollari, incassando premio e posizionandosi per acquistare sui cali.
Tuttavia, è necessario mantenere alta l’attenzione, poiché i buyback di liquidità del Tesoro USA raddoppiati a 4 miliardi di dollari per operazione mantengono i mercati obbligazionari altamente volatili. Anche l’aumento dei prezzi energetici legato a stalli geopolitici rischia di mantenere l’inflazione persistente, il che potrebbe costringere la Federal Reserve a modificare in modo inatteso il proprio percorso di politica monetaria. Di conseguenza, suggeriamo l’utilizzo di straddle o strangle long per trarre beneficio da breakout rapidi e improvvisi in entrambe le direzioni, man mano che queste incertezze macro si sviluppano.
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