OCBC ha affermato che il dollaro USA presenta un modesto rischio di rialzo, con l’attenzione puntata sull’intervento di Kevin Warsh a Sintra e sui prossimi dati sulle buste paga USA. La banca ha valutato come bassa la probabilità di nuove indicazioni di policy dopo la conferenza stampa del FOMC di giugno, ma ha indicato come principali driver della direzione del biglietto verde nel breve termine la posizione di Warsh sugli sviluppi in Medio Oriente, il calo dei prezzi del greggio e le condizioni del mercato del lavoro. Ha inoltre citato il rapporto JOLTS di maggio come evidenza che le condizioni del lavoro negli Stati Uniti si sono stabilizzate dopo il precedente indebolimento, mantenendo al centro dell’attenzione i rischi di una Fed più “hawkish”.
Sull’Europa, OCBC ha collegato le prospettive a un’inflazione dell’area euro più contenuta, che—secondo la banca—riduce nel breve termine la pressione sulla BCE affinché inasprisca ulteriormente la politica monetaria dopo il rialzo di giugno. Ha inoltre riportato che un cambio di tono apertamente “dovish” da parte di Christine Lagarde a Sintra appare improbabile, mentre i funzionari della BCE continuano a richiamare l’incertezza sugli effetti di secondo impatto. Diversi policy maker, ha aggiunto, hanno indicato che non vi è una necessità impellente di un rialzo a luglio se i mercati energetici restano stabili.
Divergenza di politica monetaria tra banche centrali e prospettive sul dollaro
Vediamo un modesto rischio di rialzo per il dollaro USA nelle prossime settimane, con tutti gli occhi puntati sul presidente della Fed Warsh alla conferenza di Sintra e sul prossimo report sulle buste paga. Il tema chiave è un dollaro in rafforzamento, sostenuto da una Federal Reserve dal tono “hawkish”, mentre la Banca centrale europea ha minori pressioni ad agire. Questa divergenza nella politica delle banche centrali crea una chiara opportunità per i trader.
L’ultimo rapporto JOLTS di maggio ha mostrato 8,1 milioni di posti vacanti, e l’ultimo dato sulle buste paga ha evidenziato un robusto aumento di 270.000 occupati, a supporto della nostra view secondo cui le condizioni del mercato del lavoro si sono stabilizzate. Questi dati solidi danno alla Fed margine per mantenere un’impostazione restrittiva, come riflesso nel dot plot di giugno che continua a segnalare la possibilità di un ulteriore rialzo quest’anno. Ci aspettiamo che il presidente della Fed Warsh sottolinei questa solidità nelle sue dichiarazioni.
Dall’altra parte dell’Atlantico, la stima “flash” più recente dell’inflazione dell’area euro si è attestata al 2,4% a giugno, proseguendo il graduale percorso di raffreddamento. Ciò riduce qualsiasi urgenza per la BCE di valutare a breve un nuovo rialzo dei tassi, soprattutto dopo la mossa del mese scorso. I funzionari della BCE sembrano orientati ad attendere e vedere, anche perché i prezzi del WTI sono scesi nuovamente verso 80 dollari al barile.
Posizionamento per la forza del dollaro e gestione della volatilità
Alla luce di questo scenario, riteniamo prudente posizionarsi per una moderata forza del dollaro. Ciò potrebbe includere l’acquisto di opzioni call su USD contro euro (opzioni put su EUR/USD) per sfruttare la divergenza attesa di politica monetaria. Queste posizioni offrono un rischio definito, catturando al contempo il potenziale rialzo qualora Warsh ribadisca un messaggio “hawkish” e i dati USA restino solidi.
Questo setup richiama il periodo 2014-2015, quando una chiara divergenza tra le politiche di Fed e BCE portò a un rally sostenuto dell’indice del dollaro di oltre il 20%. L’uso di opzioni può aiutare a gestire la volatilità che ci aspettiamo intorno agli interventi di Sintra e alla pubblicazione dei dati sui non-farm payrolls. Cerchiamo una conferma di questo trend, non una sorpresa rilevante di policy.
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