Gli strategist di OCBC Sim Moh Siong e Christopher Wong hanno alzato la loro previsione sul Brent a fine 2026 a 80 USD/barile da 75 USD/barile, citando interruzioni dell’offerta in Medio Oriente che stanno durando più del previsto. Il Brent ha scambiato sopra i 90 USD/barile mentre si intensificavano le tensioni tra Stati Uniti e Iran, inclusi attacchi scambiati per la prima volta in circa un mese, mentre sono riemerse le preoccupazioni sul transito marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz e i colloqui per riaprire la rotta restano bloccati a oltre cinque mesi dall’inizio del conflitto.
Le condizioni di mercato sono influenzate da un irrigidimento dei fondamentali fisici. Gli strategist hanno indicato il calo delle scorte, l’aumento dei costi di trasporto e l’emergere di carenze di diesel, sostenendo che il mercato si è adattato agli shock dell’offerta di greggio soprattutto riducendo i margini di sicurezza. Nella loro valutazione, è il diesel—più che il greggio—ad essere diventato il vincolo determinante, mantenendo il rischio geopolitico incorporato nei prezzi dell’intero complesso.
Posizionamento Per Un Rischio Elevato E Persistente Sul Mercato Energetico
Nelle prime settimane di settembre 2026, i trader di derivati dovrebbero posizionarsi per una pressione rialzista persistente sugli indicatori energetici, in particolare sul Brent. Con le scorte globali di greggio scese sotto le medie quinquennali e lo Stretto di Hormuz alle prese con colli di bottiglia nel traffico marittimo, raccomandiamo di concentrarsi su opzioni call long sul Brent per coprirsi da improvvisi picchi geopolitici. I dati più recenti mostrano che la domanda globale di petrolio è attesa raggiungere un record di 103 milioni di barili al giorno quest’anno, lasciando al mercato buffer ridotti per assorbire ulteriori shock dell’offerta dal Medio Oriente.
Premi Dei Prodotti Raffinati E Strategie Sulla Volatilità
Riteniamo che le opportunità più interessanti non siano nel greggio in sé, ma nello spazio dei prodotti raffinati, in particolare il diesel. Poiché la capacità di raffinazione resta limitata e i costi di trasporto sono in forte aumento, il crack spread del gasolio—la differenza di prezzo tra il greggio e il diesel raffinato—è destinato ad allargarsi in modo significativo. I trader di derivati dovrebbero valutare l’apertura di posizioni long sui futures ICE Gasoil o l’utilizzo di calendar spread per catturare il premio legato alla tensione di breve periodo.
Inoltre, la volatilità implicita nel mercato delle opzioni sul petrolio è salita oltre le medie storiche del 25% a causa dello stallo dei negoziati diplomatici in Medio Oriente. Per sfruttare questo contesto di alta volatilità senza assumere un rischio direzionale eccessivo, suggeriamo di impiegare strategie in opzioni come bull call spread o iron condor. Questo approccio consente di beneficiare di premi elevati, proteggendo al contempo il capitale da movimenti bruschi e inattesi del mercato fisico.
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