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NZD/USD supera 0,57 dopo che la RBNZ alza i tassi di 25 pb all’unanimità e segnala ulteriori strette monetarie

by VT Markets
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Jul 9, 2026

NZD/USD è stato scambiato sopra 0,57 dopo che la Reserve Bank of New Zealand ha alzato all’unanimità l’Official Cash Rate di 25 pb al 2,50%, discostandosi dalla decisione di maggio (spaccatura 3-3) di lasciare la politica invariata. La banca ha ribadito che l’OCR resta accomodante. Ha inoltre indicato che è “probabile un’ulteriore riduzione dello stimolo monetario”, lasciando intendere un ulteriore ciclo di inasprimento.

Nelle sue proiezioni, la RBNZ vede l’inflazione raggiungere un picco al 3,9% nel 2° trimestre 2026, per poi scendere al 3,3% nel 3° trimestre 2026 e avvicinarsi gradualmente al punto medio del 2% della banda-obiettivo 1-3% entro la metà del 2027. Sul fronte dei rischi, due membri del comitato hanno giudicato le minacce inflazionistiche orientate al rialzo, mentre quattro le hanno ritenute bilanciate dopo il calo dei prezzi globali del petrolio.

Politica RBNZ e prospettive per NZD/USD

Alla luce della decisione ferma e unanime della Reserve Bank of New Zealand di alzare i tassi, rileviamo un segnale chiaro dell’impegno nel contrasto all’inflazione. Questa impostazione “hawkish” sostiene il dollaro neozelandese, soprattutto considerando che la politica è ancora valutata accomodante e che ulteriori rialzi appaiono probabili. Di conseguenza, riteniamo opportuno posizionarci per una forza di breve periodo del NZD/USD.

Riteniamo che l’acquisto di opzioni call su NZD/USD con strike intorno a 0,5800 e scadenze ad agosto o settembre 2026 offra un profilo rischio/rendimento interessante. La strategia consente di beneficiare di un potenziale movimento al rialzo, limitando la perdita massima al premio pagato. La volatilità implicita potrebbe aumentare in vista del prossimo meeting della RBNZ, rendendo questo un momento favorevole per l’ingresso.

Fattori di supporto e considerazioni strategiche

La tesi è rafforzata dal contrasto con la Federal Reserve statunitense, che nell’ultima riunione ha segnalato una possibile pausa alla luce di segnali di rallentamento della crescita. Questa divergenza di policy rende più attraente il NZD, valuta a più alto rendimento. Inoltre, gli ultimi dati CPI della Nuova Zelanda si sono attestati al 3,7% su base annua, rafforzando la necessità per la RBNZ di proseguire nel percorso restrittivo.

Anche i dati sul posizionamento di mercato avvalorano questa impostazione: i recenti report mostrano un costante aumento delle posizioni nette lunghe in NZD tra i trader speculativi nell’ultimo mese. Ciò indica che il sentiment più ampio del mercato sta già spostandosi a favore del Kiwi. Ci inseriamo quindi in un trend che sembra sostenuto da un momentum solido.

Tuttavia, è necessario mantenere cautela, poiché il NZD è sensibile al sentiment di rischio globale. Storicamente, durante cicli di inasprimento come quello del 2014, la forza iniziale del NZD si è poi attenuata con il mutare delle condizioni globali. Per un approccio più conservativo, è possibile utilizzare bull call spread per ridurre l’esborso iniziale e proteggersi da un deterioramento improvviso.

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