NZD/USD ha registrato un lieve rialzo lunedì, scambiando intorno a 0,5850 e segnando un +0,14% nella giornata, mentre il Dollaro USA si è indebolito dopo i nuovi dati sull’inflazione statunitense. Pressioni sui prezzi più contenute hanno spinto i mercati a ridimensionare le aspettative di ulteriori strette della Federal Reserve, un fattore che ha pesato sul biglietto verde e ha orientato il sostegno verso le valute a più alto rendimento. Il movimento riflette anche un cambiamento nelle ipotesi sui tassi, con i trader sempre più posizionati per un Fed funds invariato alla prossima riunione, nonostante la persistente cautela ufficiale sui rischi legati all’inflazione.
Dollaro neozelandese sostenuto dalla divergenza di politica monetaria
Il Dollaro neozelandese è stato sostenuto dalla divergenza di politica monetaria dopo che la Reserve Bank of New Zealand ha aumentato l’Official Cash Rate all’inizio del mese e ha mantenuto un orientamento restrittivo nel caso in cui l’inflazione dovesse persistere. In Asia, la People’s Bank of China ha lasciato invariati i tassi di riferimento sui prestiti per il quattordicesimo mese consecutivo, una decisione ampiamente attesa che ha generato una reazione limitata sul Kiwi.
Sviluppi geopolitici e sentiment di rischio
Gli sviluppi geopolitici hanno continuato a frenare l’appetito per il rischio, con l’Iran che ha fatto riferimento a messaggi veicolati tramite intermediari finalizzati alla de-escalation e con gli Houthi dello Yemen che hanno annunciato un blocco navale contro l’Arabia Saudita, sostenendo la domanda di beni rifugio anche mentre NZD/USD ha tenuto meglio grazie alla persistente debolezza del Dollaro USA.
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