NZD/USD è sceso dello 0,38% martedì, scambiando intorno a 0,5880, sotto pressione per un contesto di rischio più debole, mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno sostenuto la domanda di Dollaro USA. Il movimento è arrivato anche se le aspettative di ulteriore irrigidimento monetario negli Stati Uniti si sono attenuate dopo Nonfarm Payrolls di luglio più deboli e un’inflazione moderata. I mercati, tramite lo strumento CME FedWatch, prezzano ora una probabilità del 35% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve alla prossima riunione, rispetto al 47% di un mese fa, con l’attenzione che si sposta sui verbali del Federal Open Market Committee in uscita mercoledì.
Il Dollaro neozelandese ha trovato un certo supporto dalle aspettative che la Reserve Bank of New Zealand possa alzare il tasso ufficiale di 25 punti base il prossimo mese, mentre la domanda estera di debito sovrano è rimasta solida. Gli investitori stranieri detenevano il 58,9% dei titoli di Stato neozelandesi a luglio 2026, in aumento dal 57,7% di giugno, e le posizioni dei non residenti sono salite a 122,47 miliardi di NZ$ da 115,53 miliardi di NZ$, mentre le detenzioni repo dei non residenti sono scese a 11,02 miliardi di NZ$ da 11,09 miliardi di NZ$. Gli indicatori di inflazione hanno mostrato il Selected Price Index al 3,5% su base annua a luglio rispetto al 4,9% di giugno; al netto di benzina e diesel è stato del 2,2% contro il 2,8%, mentre la crescita delle vendite core con carta è accelerata al 3,5% a/a dallo 0,4% e le vendite complessive sono salite al 3,5% dall’1,3%.
Strategie di trading in un contesto di rischi geopolitici e di politica monetaria in aumento
Suggeriamo ai trader in derivati di prepararsi a una volatilità più elevata mentre NZD/USD si muove intorno a 0,5880, in un contesto di crescenti tensioni tra USA e Iran. Storicamente, i bracci di ferro geopolitici nello Stretto di Hormuz, come le interruzioni delle spedizioni del 2019, hanno spinto il Dollar Index di oltre il 2% nell’arco di alcune settimane, mentre gli investitori cercavano beni rifugio. L’acquisto di opzioni put NZD a breve scadenza potrebbe essere un modo efficace per coprirsi da ulteriori rischi di ribasso alimentati dall’escalation di tali tensioni.
Allo stesso tempo, è necessario monitorare con attenzione i prossimi verbali del FOMC, soprattutto considerando che il mercato prezza attualmente solo una probabilità del 35% di un rialzo dei tassi Fed. Se i verbali confermeranno un orientamento più dovish alla luce dei Nonfarm Payrolls di luglio deboli, la spinta rialzista del Dollaro USA potrebbe esaurirsi rapidamente. I trader possono sfruttare la situazione impostando strategie straddle di breve termine sul USD, per beneficiare di movimenti bruschi in entrambe le direzioni.
Outlook di policy della RBNZ e fattori economici domestici
In Nuova Zelanda, riteniamo che il mercato stia sovrastimando la probabilità di futuri rialzi dei tassi da parte della Reserve Bank of New Zealand. Sebbene gli investitori esteri detengano un rilevante 58,9% del debito governativo neozelandese, le pressioni inflazionistiche domestiche stanno in realtà raffreddandosi rapidamente. Con il Selected Price Index mensile sceso al 3,5% a luglio dal 4,9% di giugno, raccomandiamo l’utilizzo di interest rate swap per posizionarsi in vista di una possibile pausa della banca centrale.
Sebbene le vendite nominali al dettaglio con carta in Nuova Zelanda siano aumentate del 3,5% a luglio, la spesa reale al dettaglio resta stagnante una volta corretta per l’inflazione. Questa debolezza della domanda interna rafforza la nostra view secondo cui la banca centrale non asseconderà le aspettative hawkish del mercato nella prossima riunione di settembre. Posizionarsi per un differenziale di rendimento più ristretto tra Stati Uniti e Nuova Zelanda nelle prossime settimane offre un profilo rischio/rendimento particolarmente favorevole.
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