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NZD/USD scende verso 0,5880 mentre il dollaro forte, il balzo del petrolio e il rischio legato al CPI pesano sul kiwi

by VT Markets
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Aug 11, 2026

NZD/USD è scivolato nuovamente verso l’area 0,5880 lunedì, scambiando nei pressi di 0,5900 dopo non essere riuscito a mantenere l’allungo della scorsa settimana verso massimi pluriseduta e ripiegando nell’area alta di 0,5800 mentre il Dollaro USA restava tonico. Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, mentre il West Texas Intermediate è balzato fino a sfiorare gli 81,50 dollari al barile; di conseguenza, la domanda di beni rifugio legata allo stallo tra Stati Uniti e Iran ha spinto il Dollar Index verso quota 100. Il prossimo catalizzatore in calendario è l’Indice dei Prezzi al Consumo statunitense di mercoledì.

Su base 4 ore, la coppia era a 0,5881, mantenendosi sopra la SMA a 100 periodi a 0,5840 e oscillando attorno alla SMA a 20 periodi in area 0,5881. Gli indicatori di momentum risultavano stabili, con l’RSI intorno a 52, appena sopra la soglia 50. Le resistenze venivano indicate a 0,5884, poi 0,5891 e 0,5901, con ulteriori livelli a 0,5930 e 0,5965; i supporti erano individuati a 0,5879, in vista della SMA a 100 periodi in area 0,5840.

Tensioni geopolitiche e strategie di trading

Consigliamo ai trader di derivati di prepararsi a una prosecuzione delle pressioni ribassiste su NZD/USD, poiché le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz mantengono elevata la domanda di dollaro come bene rifugio. Con il Dollar Index (DXY) che mette alla prova la soglia critica di 100 e il WTI che oscilla vicino a 81,50 dollari, il kiwi legato alle commodity fatica a sostenere qualsiasi slancio rialzista. Raccomandiamo di coprire le esposizioni lunghe in NZD o di concentrarsi su opzioni put a breve scadenza finché questi rischi globali resteranno irrisolti.

In arrivo il CPI e quadro tecnico

La pubblicazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) statunitense prevista per mercoledì 12 agosto è il prossimo catalizzatore di rilievo, potenzialmente in grado di innescare movimenti bruschi di mercato. Gli economisti si attendono un’inflazione USA intorno al 2,6% su base annua, un livello che verosimilmente impedirebbe alla Federal Reserve di tagliare i tassi in modo troppo aggressivo. Suggeriamo strategie basate sulla volatilità, come i long straddle, per beneficiare dell’inevitabile breakout indipendentemente dall’esito del dato.

Sul piano tecnico, mentre la coppia resta aggrappata alla media mobile semplice a 20 periodi in area 0,5881, appare altamente probabile una discesa sotto il supporto immediato di 0,5879. In caso di rottura della SMA cruciale a 100 periodi a 0,5840, ci aspettiamo un rapido scivolone verso 0,5800 sulla scorta di precedenti sell-off storici. I trader dovrebbero valutare l’apertura di posizioni corte su NZD/USD con stop-loss stretti appena sopra la resistenza chiave a 0,5901.

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