NZD/USD si è mantenuto vicino a 0,5860 venerdì, in calo dello 0,33% nella seduta, dopo nuove evidenze di indebolimento dell’attività cinese che hanno pesato sul sentiment. Il PMI manifatturiero ufficiale NBS della Cina è sceso a 49,2 in luglio da 50,3, sotto il consenso a 50, mentre il PMI non manifatturiero è scivolato a 49 da 50,2, indicando un momentum più morbido sull’intera economia. Segnali domestici più costruttivi in Nuova Zelanda sono stati messi in secondo piano: l’indice ANZ-Roy Morgan di fiducia dei consumatori è salito di otto punti a 99,3 in luglio, il dato più alto da febbraio, e sono migliorate le aspettative per l’economia a uno e cinque anni.
Il dollaro USA si è rafforzato mentre i mercati hanno continuato a scontare la possibilità che la Federal Reserve mantenga una politica restrittiva più a lungo, con un ulteriore rialzo ancora sul tavolo. Le quotazioni del CME FedWatch implicano una probabilità di circa il 65% di un aumento di 25 punti base alla riunione di settembre. I dati USA hanno avvalorato questa impostazione: l’indice finale di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è stato rivisto al rialzo a 55,2 da 54,4 e l’indice delle aspettative dei consumatori è stato alzato a 55,4. Le aspettative di inflazione dei consumatori a un anno e a cinque anni sono rimaste stabili rispettivamente al 4,2% e al 3,3%.
Bias ribassista sul dollaro neozelandese dopo la delusione dai dati cinesi
Con la coppia NZD/USD in discesa a 0,5860 dopo dati economici cinesi deludenti, riteniamo che i trader su derivati dovrebbero orientarsi verso posizioni short sul dollaro neozelandese nelle prossime settimane. Poiché il PMI manifatturiero cinese si è contratto a 49,2, l’economia neozelandese, fortemente dipendente dalle esportazioni, è destinata a risentirne nonostante la resilienza della fiducia dei consumatori domestici. Storicamente, quando il manifatturiero cinese entra in contrazione, il NZD/USD spesso arretra di un ulteriore 2%-3% nelle settimane successive, con l’indebolimento della domanda di commodity.
Strategie in derivati tra Fed falco e volatilità
Suggeriamo l’acquisto di opzioni call USD di breve termine o la vendita di futures sul NZD per trarre vantaggio dall’ampliamento del differenziale dei tassi. I mercati stanno attualmente prezzando una probabilità del 65% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre, sostenuta da aspettative di inflazione “sticky” ferme al 4,2%. Questa impostazione restrittiva della Fed, a fronte di un outlook globale fragile, dovrebbe mantenere il biglietto verde sostenuto per tutto agosto.
Per operazioni tattiche, raccomandiamo di valutare opzioni put su NZD/USD con strike orientati al livello di supporto a 0,5750. Sfruttare la volatilità implicita, che storicamente aumenta quando gli indicatori economici cinesi deludono le attese, potrebbe generare rendimenti interessanti su queste opzioni difensive. Occorre tuttavia restare prudenti rispetto a eventuali annunci improvvisi di stimolo da parte della Cina, che rappresentano il principale rischio rialzista per questa view ribassista.
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