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NZD/USD resta vicino al massimo di una settimana mentre i mercati attendono i Nonfarm Payrolls USA e i segnali sui tassi della Fed

by VT Markets
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Jul 2, 2026

NZD/USD si è mantenuto intorno a 0,5685 negli scambi asiatici di venerdì, restando vicino a un massimo di una settimana segnato martedì dopo movimenti in entrambe le direzioni nella sessione precedente. In vista del rapporto sui Nonfarm Payrolls (NFP) USA, il trading è rimasto cauto, mentre i mercati valutavano come il dato possa influenzare le aspettative sulla politica della Federal Reserve e la domanda di Dollaro USA nel breve periodo.

Nei mercati dei tassi veniva prezzata una probabilità del 64% di un rialzo della Fed a settembre e, in un passaggio separato, una probabilità di quasi l’85% di un intervento entro fine anno dopo che l’inflazione dei consumatori di maggio è accelerata su un massimo di tre anni e i funzionari hanno ribadito l’obiettivo del 2%. Alcune pubblicazioni USA sono state più deboli — l’ADP sull’occupazione privata è salito di 98 mila a giugno contro 122 mila in precedenza e 113 mila attesi, mentre l’ISM Manufacturing PMI è sceso a 53,3 da 54 — ma il dollaro è rimasto solido, sostenuto anche dalle tensioni geopolitiche attorno allo Stretto di Hormuz e dai nuovi attacchi su Kyiv. La Reserve Bank of New Zealand punta a un’inflazione tra l’1% e il 3%, con centro al 2%, mentre tra i driver del NZD figurano anche la domanda cinese e i prezzi dei lattiero-caseari.

Livelli chiave, outlook sulla politica della Fed e posizione della RBNZ

Riteniamo che il NZD/USD trovi un certo supporto in area 0,6050, ma resta contenuto al di sotto dei massimi recenti. La maggior parte dei trader evita di assumere posizioni rilevanti in vista del cruciale rapporto USA sui Nonfarm Payrolls (NFP) atteso domani. Ci aspettiamo che questa prudenza limiti, per ora, movimenti di prezzo significativi.

Il prossimo NFP è determinante per valutare la prossima mossa della Federal Reserve. Un dato forte rafforzerebbe l’impostazione “higher for longer” della Fed, soprattutto dopo che l’ultimo CPI USA di maggio ha mostrato un’inflazione ostinatamente ferma al 2,9%. Ciò sosterrebbe il dollaro e probabilmente spingerebbe il NZD/USD al ribasso.

Dall’altro lato, non stiamo puntando in modo aggressivo contro il Kiwi perché la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) resta su toni hawkish. I recenti dati sull’inflazione neozelandese del secondo trimestre hanno sorpreso al rialzo a 3,5%, suggerendo che la RBNZ manterrà i propri tassi elevati ancora per un po’. Questa forza domestica spiega perché la coppia non sia scesa ulteriormente nonostante la diffusa forza del dollaro USA.

Venti contrari esterni e sentiment di mercato

Tuttavia, sul dollaro neozelandese pesano alcuni fattori di rischio che i trader devono monitorare. I recenti dati sul PMI manifatturiero cinese sono scesi a sorpresa a 49,8, segnalando una contrazione che potrebbe frenare la domanda per le esportazioni della Nuova Zelanda. Sebbene l’ultima asta Global Dairy Trade abbia registrato un moderato aumento dei prezzi dell’1,2%, non è sufficiente a compensare le preoccupazioni per l’economia cinese in affanno.

Il sentiment più ampio di mercato, inoltre, al momento favorisce il mantenimento di posizioni in dollari USA. Le dispute commerciali in corso tra i principali blocchi economici e le tensioni nell’Indo-Pacifico mantengono gli investitori prudenti e aumentano la domanda di asset rifugio. In questo contesto di risk-off, le valute legate alle materie prime come il Kiwi tendono a soffrire.

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