NZD/USD si è indebolito per la settima seduta consecutiva, scambiando in area 0,5650 durante le ore asiatiche di giovedì, con l’azione dei prezzi che scivola all’interno di un canale discendente sul grafico giornaliero. Il cross resta sotto la EMA a nove giorni a 0,5717 e sotto la EMA a 50 giorni a 0,5826, con entrambe le medie in flessione e a fare da resistenza dinamica. Anche gli indicatori di momentum puntano al ribasso: l’RSI a 14 giorni è intorno a 28, coerente con condizioni di ipervenduto che potrebbero frenare il ritmo delle perdite senza modificare il trend ribassista di fondo.
Un primo supporto si colloca in prossimità della base del canale attorno a 0,5630, quindi sul minimo a 14 mesi di 0,5580 segnato nel novembre 2025; una rottura sotto quest’area aprirebbe la strada verso 0,5485, livello visto l’ultima volta nel marzo 2020. In caso di rimbalzo, il primo ostacolo è la EMA a nove giorni a 0,5717, seguita dal limite superiore del canale vicino a 0,5790, mentre ulteriori pressioni in vendita si collocano sulla EMA a 50 giorni a 0,5826.
Strategie di trading ribassiste su NZD/USD
Riteniamo che il trend ribassista prevalente su NZD/USD offra opportunità per i trader nelle prossime settimane. Il cambio si muove all’interno di un chiaro canale discendente, mantenendosi con continuità sotto le principali medie mobili. Questo suggerisce che siano appropriate strategie che beneficiano di ulteriori flessioni dei prezzi.
Considerata la debolezza fondamentale, stiamo valutando l’acquisto di opzioni put. Dati recenti di Stats NZ hanno mostrato una contrazione dello 0,2% del PIL nel Q1 2026, confermando una recessione tecnica e pesando sul dollaro neozelandese. Un prezzo di esercizio intorno a 0,5600 potrebbe essere strategico, con primo obiettivo il minimo a 14 mesi di 0,5580.
La lettura dell’RSI in ipervenduto, vicino a 28, segnala la necessità di cautela rispetto a un rimbalzo di breve termine. Per gestire questo rischio, stiamo considerando la vendita di bear call spread con strike corto sopra la resistenza a 0,5790. Questa strategia trarrebbe beneficio da prezzi deboli o laterali, definendo al contempo il rischio qualora si verificasse un rally temporaneo.
Driver fondamentali e livelli chiave da monitorare
La nostra impostazione ribassista è rafforzata dalla forza del dollaro USA, mentre la Federal Reserve mantiene un orientamento hawkish. Il rapporto sui Non-Farm Payrolls USA della scorsa settimana per maggio 2026 ha superato le attese, attestandosi a 215.000 nuovi posti di lavoro, rafforzando la narrativa dei tassi “più alti più a lungo”. Questa divergenza di politica monetaria con la Reserve Bank of New Zealand continua a mettere sotto pressione il cambio NZD/USD.
Monitoriamo con attenzione il supporto critico sul minimo di novembre 2025 a 0,5580. Una rottura decisa sotto questo livello segnalerebbe un’accelerazione significativa del trend ribassista, aprendo la strada a test su livelli che non si vedevano dalla fase di panico dei mercati globali di marzo 2020, in area 0,5485.
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