Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) e presidente della Deutsche Bundesbank, ha dichiarato mercoledì che il percorso della politica monetaria resta orientato verso l’alto, richiamando i rischi di inflazione al rialzo. Ha ribadito l’avvertimento di martedì secondo cui la probabilità che le pressioni inflazionistiche rimangano elevate resta alta.
Nagel ha aggiunto che l’inflazione resterà su livelli elevati quest’anno e rimarrà sopra il target nel 2027, sostenendo al contempo che la mossa della BCE di giugno non è stata un rialzo “assicurativo”. I mercati hanno reagito poco e l’EUR/USD era in calo dello 0,2% a circa 1,1400.
Segnali di una BCE più restrittiva e implicazioni per i mercati
Consideriamo queste dichiarazioni un segnale chiaro che il percorso dei tassi nell’Eurozona resta inclinato verso ulteriori rialzi. Ciò suggerisce che la valutazione del mercato in vista delle prossime riunioni della Banca centrale europea (BCE) potrebbe essere ancora troppo bassa. Le posizioni in derivati dovrebbero essere adeguate per riflettere una banca centrale più “hawkish” di quanto attualmente scontato per il resto dell’anno.
I dati recenti supportano questa lettura: la stima flash dell’inflazione dell’Eurozona per giugno 2026 si è attestata al 2,8%, sopra il consenso al 2,6%. Ancora più importante, la componente core dei servizi resta ostinatamente elevata al 3,5%, segnalando pressioni sui prezzi domestici persistenti. Per questo riteniamo che il rialzo di 25 punti base deciso dalla BCE a giugno, al 3,25%, non sia stata l’ultima mossa.
Di conseguenza, guardiamo a interest rate swap che puntano su tassi a breve più alti, ad esempio pagando il fisso sullo swap a 2 anni. È probabile che la curva forward dei tassi si riprezzi verso l’alto, in particolare per le riunioni di fine 2026 e inizio 2027. I mercati implicano oggi una probabilità del 60% di un ulteriore rialzo entro settembre, ma riteniamo che questa probabilità sia in realtà ancora più elevata.
Asset allocation e strategie di trading valutario
Questo scenario è anche negativo per i titoli di Stato tedeschi, per cui preferiamo posizioni short sui futures sul Bund. Con l’aumento dei rendimenti, ci aspettiamo una volatilità più elevata, in linea con quanto osservato durante il ciclo di rialzi aggressivi 2022-2023. L’acquisto di opzioni per coprirsi o per speculare su movimenti dei tassi superiori alle attese potrebbe essere una strategia prudente nelle prossime settimane.
Sebbene tassi più alti siano tipicamente di supporto per l’euro, la debolezza della valuta a 1,1400 suggerisce che il mercato teme un possibile errore di politica monetaria. I trader potrebbero scommettere che un irrigidimento aggressivo della BCE danneggerà la crescita dell’Eurozona più di quanto possa aiutare la valuta. L’uso di opzioni per costruire strategie che beneficiano di un EUR/USD in range o di una possibile rottura al ribasso potrebbe risultare più efficace di una semplice posizione long.
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