MUFG ha dichiarato che l’indice del dollaro USA (DXY) scambiava appena sotto i massimi da inizio anno, con il biglietto verde che ha registrato il secondo rialzo settimanale consecutivo dopo un aggiornamento “hawkish” della Federal Reserve. La banca ha indicato come fattore chiave l’ampliarsi delle attese di divergenza di politica monetaria tra la Fed e le principali banche centrali europee, dinamica che, a suo avviso, è collegata al recente movimento del dollaro.
Per EUR/USD, MUFG ha delineato due possibili traiettorie per il resto dell’anno: se la Fed non darà seguito ai rialzi dei tassi, prevede un ritorno nell’intervallo 1,1400–1,1800 che ha prevalso negli ultimi dodici mesi; se invece la Fed effettuerà molteplici rialzi, vede EUR/USD scendere sotto 1,1000. MUFG ha inoltre confermato la raccomandazione long su USD/NOK in attesa di evidenze che la rivalutazione “hawkish” delle aspettative sui tassi Fed venga messa in discussione, e ha segnalato il forum annuale di politica monetaria della BCE a Sintra, questa settimana, come potenziale fonte di ulteriori indicazioni sulla divergenza di policy tra le due sponde dell’Atlantico.
Forza del dollaro USA e divergenza di politica monetaria
Riteniamo che il Dollar Index stia tenendo bene in area 106,50, sostenuto da una netta spaccatura di policy tra la Federal Reserve e le altre banche centrali. Ciò richiama il rally del dollaro visto nel 2022, quando la Fed aumentò i tassi in modo aggressivo anticipando i peer a livello globale. Gli ultimi dati sull’inflazione negli Stati Uniti, con il CPI core ostinatamente al 3,1%, lasciano alla Fed poche ragioni per abbandonare un’impostazione restrittiva.
Al contrario, l’inflazione dell’Eurozona è scesa al 2,2%, avvicinandosi molto al target della Banca centrale europea e riducendo la pressione per ulteriori rialzi dei tassi. Questa divergenza crescente sostiene la nostra view secondo cui l’euro è verosimilmente destinato a indebolirsi contro il dollaro. Monitoreremo con attenzione eventuali nuove indicazioni di forward guidance dal prossimo forum di policy della BCE.
Implicazioni per EUR/USD e strategie di trading
Per i trader sui derivati, il contesto suggerisce una probabilità più elevata di una rottura al ribasso di EUR/USD nelle prossime settimane. Con il cross che attualmente scambia intorno a 1,1180, riteniamo che l’acquisto di opzioni put con strike in area 1,1000 offra un profilo rischio/rendimento interessante. La strategia consente di beneficiare di un movimento discendente, definendo con chiarezza la perdita massima potenziale.
Le evidenze indicano una perdurante resilienza dell’economia statunitense, dato che l’ultimo report sul lavoro ha mostrato un incremento robusto di 215.000 nuovi occupati (payrolls). Una Fed meno “hawkish” o segnali di rallentamento dell’inflazione USA metterebbero in discussione questa impostazione, ma i dati attuali non supportano tale scenario. Di conseguenza, riteniamo appropriato mantenere posizioni che beneficiano di un dollaro più forte.
Manteniamo anche la raccomandazione long su USD/NOK, operazione che beneficia anch’essa della forza generalizzata del dollaro. La banca centrale norvegese ha segnalato una possibile pausa nel proprio ciclo di rialzi, a fronte di timori legati al rallentamento della crescita europea, aggiungendo un ulteriore elemento di supporto a questa posizione. Il trade resta attraente finché non osserviamo un cambiamento significativo nelle aspettative sui tassi della Fed.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.