I mercati sono divisi sull’eventualità che il Federal Open Market Committee alzi i tassi alla riunione di settembre della prossima settimana, con un consenso insolitamente scarso a ridosso della decisione. L’attenzione è concentrata su un’unica pubblicazione: il dato dell’inflazione USA (CPI) di agosto in uscita venerdì. Un numero superiore alle attese potrebbe rafforzare la tesi di un rialzo, anche se la riluttanza della Fed a farsi guidare dai dati in arrivo fa sì che il report potrebbe comunque non chiudere la partita sulle aspettative.
In attesa del dato sull’inflazione, la direzione del dollaro nel breve termine potrebbe essere influenzata più dagli sviluppi esteri, in particolare in Giappone. Si osserva con attenzione un forte rally dello yen perché ampie oscillazioni di USD/JPY spesso si trasmettono in movimenti più contenuti del dollaro contro altre valute. Un rialzo dei tassi di 25 punti base da parte della Bank of Japan è ormai ampiamente atteso per la riunione della prossima settimana, e una retorica più “hawkish” potrebbe spingere USD/JPY più in basso, soprattutto se accompagnata da ulteriori interventi sul mercato FX nei prossimi giorni.
Incertezza attorno al FOMC e volatilità del dollaro USA
Ci troviamo di fronte a un mercato insolitamente spaccato in vista della riunione FOMC di settembre della prossima settimana, con i trader fortemente indecisi sull’eventuale rialzo dei tassi da parte della Fed. Gli operatori sui derivati devono prepararsi a un’elevata volatilità perché il CPI di agosto in uscita questo venerdì è atteso come il fattore decisivo. I futures sui Fed funds indicano attualmente una ripartizione quasi perfetta 50-50 sull’esito della decisione sui tassi, cosa incredibilmente rara così vicino al meeting.
Suggeriamo ai trader di derivati di valutare strategie in opzioni di tipo straddle o strangle sul dollaro USA per beneficiare dei movimenti bruschi attesi dopo il dato sull’inflazione. Un CPI più caldo del previsto—oltre il 2,5% su base annua stimato—potrebbe rafforzare rapidamente il fronte più restrittivo. Tuttavia, poiché l’attuale Fed è notoriamente restìa a fornire indicazioni chiare, sconsigliamo di assumere posizioni direzionali troppo pesanti prima della riunione effettiva.
Rally dello yen e rischi legati alle banche centrali
È opportuno guardare anche oltre gli Stati Uniti e monitorare l’improvviso e aggressivo rally dello yen giapponese. La Bank of Japan sembra orientata ad alzare i tassi di 25 punti base la prossima settimana, spingendo ulteriormente verso l’alto il tasso di riferimento. Se i policymaker giapponesi accompagnassero questo rialzo con commenti più hawkish o con un intervento diretto sul mercato, la coppia USD/JPY potrebbe facilmente scivolare bruscamente.
Raccomandiamo l’utilizzo di opzioni put a breve scadenza su USD/JPY per proteggersi da un’improvvisa rottura al ribasso di livelli di supporto psicologici chiave come 140. La volatilità implicita sulle opzioni yen a una settimana è già balzata, segnalando che il costo della copertura sta aumentando rapidamente. Mantenere taglie di posizione più contenute del solito aiuterà a gestire i rischi sovrapposti di queste due importanti riunioni di politica monetaria.
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