Mercati stabili mentre il piano fiscale di Le Pen riduce gli spread francesi; lo yen scende con i rendimenti USA ancora elevati

by VT Markets
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Oct 8, 2026

I mercati si sono stabilizzati dopo che Marine Le Pen ha delineato gli obiettivi di finanza pubblica per la Francia in vista delle elezioni della prossima primavera. Il piano punta al raggiungimento di un saldo primario entro 18 mesi, a un deficit ridotto dal 5,4% del PIL a sotto il 3% entro il 2030 e sotto il 2,5% entro il 2032, e a un rapporto debito/PIL in discesa dal 121% del PIL atteso l’anno prossimo a circa il 112% entro il 2032, sostenuto da una “golden rule” costituzionale. Il piano prefigura inoltre 140 miliardi di euro di risparmi netti entro il 2032 insieme ad almeno 30 miliardi di euro di tagli fiscali. Lo spread OAT-swap a 10 anni della Francia si è ristretto da circa 130 pb a 117 pb, mentre l’EUR/USD è risalito da poco sopra 1,12 a oltre 1,1250 prima di ripiegare a circa 1,1230 con il Brent tornato sopra 101 $/b dopo aver testato 97 $/b; l’EUR/GBP è tornato a concentrarsi su 0,8455.

Lo yen si è indebolito su indiscrezioni relative a un possibile secondo budget supplementare, più contenuto, nell’anno fiscale 2026, con l’USD/JPY in risalita da 158 a 15,8 e resistenze indicate a 159,04 e 160,39. L’attenzione si sposta su un’asta da 39 miliardi di dollari di Treasury Note a 10 anni, con il rendimento USA decennale vicino al 5,31% contro il 5,34% della scorsa settimana, e sui verbali del FOMC mentre i mercati prezzano una probabilità del 20% di un’azione Fed in due riunioni consecutive a ottobre. In India, la RBI ha alzato il tasso di riferimento di 25 pb al 5,5% mentre l’inflazione CPI di agosto è stata al 4,82%; ha rivisto al rialzo l’inflazione FY2027 al 5,2% dal 5% e vede l’inflazione core al 4,4% contro 4,3%, mentre ha alzato la stima di crescita al 7,1% dal 6,7% dopo il 7,8% tra aprile e giugno. L’USD/INR è salito a 96,53. Bruxelles sta valutando un prelievo sulle società dell’UE con ricavi superiori a 100 milioni di euro nell’ambito della proposta Corporate Resource for Europe (Core).

Energia, Euro e strategie di copertura valutaria

Consigliamo di monitorare da vicino il settore energetico mentre il Brent torna sopra 101 dollari al barile in un contesto di tensioni crescenti nello Stretto di Hormuz. Questa impennata del petrolio sta limitando il recupero dell’euro, mantenendo la coppia EUR/USD in area 1,1230 nonostante il temporaneo sollievo arrivato dalle proposte fiscali francesi. I trader di derivati dovrebbero valutare coperture delle esposizioni in euro tramite opzioni a breve scadenza, poiché i rischi geopolitici potrebbero continuare a gravare sulla valuta unica nelle prossime settimane.

Sul fronte valutario, lo yen giapponese sta perdendo terreno, con l’USD/JPY che mette alla prova la fascia 158–159 dopo le notizie su un possibile budget supplementare in Giappone. Se il cross dovesse superare la resistenza tecnica immediata a 159,04, si aprirebbe spazio verso il livello chiave di 160,39. Raccomandiamo di considerare opzioni call su USD/JPY per intercettare questo momentum rialzista, soprattutto perché i piani di espansione fiscale domestica complicano il percorso di normalizzazione restrittiva della Bank of Japan.

Prospettive obbligazionarie e rischi nei mercati emergenti

Il mercato obbligazionario statunitense affronta oggi un test cruciale mentre il rendimento del Treasury decennale oscilla vicino al massimo pluriennale di 5,31%. Con un’asta da 39 miliardi di dollari e i verbali del FOMC in arrivo, il mercato è altamente sensibile a qualsiasi segnale su ulteriori mosse dei tassi a ottobre. Suggeriamo di utilizzare interest rate swap o futures sui Treasury per posizionarsi su rendimenti che restino elevati, considerato che nuovi acquirenti marginali devono ancora farsi avanti.

Nei mercati emergenti, la banca centrale indiana ha recentemente alzato il tasso di riferimento al 5,5% per contrastare l’aumento dell’inflazione, ma la rupia resta debole con l’USD/INR scambiato vicino ai minimi storici a 96,53. Questa divergenza suggerisce che i rialzi dei tassi locali non sono sufficienti a sostenere la valuta contro un dollaro forte e costi energetici globali elevati. Vediamo solide ragioni per mantenere posizioni lunghe su derivati USD/INR come copertura contro un’ulteriore svalutazione della rupia nel breve termine.

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