La responsabile della politica monetaria della Bank of England, Catherine Mann, ha affermato che potrebbe rendersi necessario un “intervento attivista” qualora le aspettative d’inflazione e i dati effettivi si spostassero in modo sfavorevole rispetto al processo d’inflazione sottostante, secondo il testo di un intervento diffuso in vista di un evento ospitato da Natixis. Mann ha sostenuto che una simile azione potrebbe contribuire a riportare aspettative e inflazione verso l’obiettivo del 2%, aggiungendo che attribuirà un peso particolare ai dati della seconda metà dell’anno. A giugno, ha giudicato i rischi al rialzo per l’inflazione superiori ai rischi al ribasso per l’attività.
Mann ha inoltre dichiarato che, a giugno, le pressioni inflazionistiche legate ai costi venivano compensate da una restrizione finanziaria di matrice domestica. Ha aggiunto che segnali disaggregati sul mercato del lavoro in alcuni settori apparivano meno deboli rispetto al dato complessivo del tasso di disoccupazione. Il suo discorso è stato valutato 8,2/10 dal FXS Speechtracker, a fronte di una baseline storica di 7,2/10, indicando un messaggio di politica monetaria più incisivo della media.
La banca resta ferma tra persistenti pressioni inflazionistiche
Stiamo osservando un segnale chiaro che la Bank of England propende per mantenere i tassi invariati più a lungo. Un “intervento attivista” suggerisce che, se i prossimi dati sull’inflazione dovessero risultare sfavorevoli, un rialzo dei tassi è una possibilità concreta. Ciò implica cautela nel prezzare eventuali tagli dei tassi per il resto del 2026.
Questa lettura hawkish è rafforzata dai dati recenti che mostrano l’inflazione dei servizi nel Regno Unito ancora “appiccicosa” al 4,5%, ben al di sopra del CPI headline al 2,4%. La persistenza di questa misura chiave dei prezzi domestici indica che le pressioni sottostanti non sono ancora sotto controllo. Di conseguenza, ci attendiamo che il Monetary Policy Committee voglia vedere diversi mesi di miglioramento prima di considerare un allentamento.
Inoltre, gli ultimi dati sul mercato del lavoro supportano questa impostazione prudente. Sebbene il tasso di disoccupazione headline sia recentemente salito marginalmente al 4,5%, la crescita dei salari è rimasta elevata al 5,1%, segnalando una persistente tensione e potere negoziale in settori chiave. Questi accordi salariali robusti sono un driver primario dell’inflazione nel comparto dei servizi che la banca sta monitorando con particolare attenzione.
La situazione richiama la metà degli anni 2000, quando la banca mantenne i tassi invariati per un periodo prolungato per assicurarsi che le aspettative d’inflazione fossero pienamente ancorate dopo una fase di pressioni sui prezzi. La storia suggerisce che una banca centrale tenda a privilegiare la cautela dopo uno shock inflazionistico significativo. È ragionevole attendersi una pazienza analoga anche ora, soprattutto entrando nella seconda metà dell’anno.
Implicazioni per FX e mercati dei tassi
Alla luce di questo scenario, riteniamo attraenti posizioni lunghe sulla Sterlina britannica contro valute con banche centrali più dovish. La possibilità che i tassi nel Regno Unito restino più elevati più a lungo crea un differenziale di rendimento favorevole. Vediamo opportunità in futures e opzioni valutarie che puntano su un rafforzamento della GBP fino alla fine del terzo trimestre.
Dobbiamo inoltre ricalibrare le posizioni nei derivati sui tassi UK, come i futures SONIA. Ciò significa ridurre l’esposizione a scommesse su tagli imminenti e considerare strategie che beneficiano di tassi che restano agli attuali livelli o in prossimità di essi. L’attenzione accresciuta ai dati della seconda metà dell’anno implica che la volatilità su questi mercati probabilmente aumenterà in corrispondenza delle principali pubblicazioni macro nelle prossime settimane.
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