L’oro è salito leggermente lunedì, ma è rimasto inchiodato in area 4.450 dollari, faticando a recuperare dal calo di oltre il 4% della scorsa settimana che lo aveva riportato vicino alla soglia dei 4.400. Il movimento è seguito a un rafforzamento delle aspettative di una politica monetaria USA più restrittiva e a un’escalation delle ostilità tra Stati Uniti e Iran, fattori che hanno sostenuto il dollaro e messo sotto pressione il metallo prezioso. Dopo che il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha inviato un messaggio hawkish a Jackson Hole, i mercati hanno riprezzato la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre: il CME FedWatch Tool indicava odds al 61% contro il 36% del giorno precedente, mentre i richiami al ritorno dell’inflazione verso il target del 2% hanno rafforzato la narrativa del “pausa più lunga”.
Nuove tensioni geopolitiche hanno aggiunto un tono difensivo. Gli USA hanno colpito l’isola iraniana di Larak, dove il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) sarebbe stato impegnato a preparare missili per posare mine marine nello Stretto di Hormuz, e Teheran ha risposto prendendo di mira basi aeree statunitensi in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. Sul piano tecnico, XAU/USD ha invertito bruscamente venerdì ed è sceso sotto la media mobile semplice (SMA) a 200 giorni a 4.528 dollari; l’RSI era a 54,36 e il MACD è scivolato in territorio negativo. I supporti si collocano vicino a 4.400, poi 4.310 e 4.225 dollari, mentre le resistenze sono viste a 4.528, 4.565 e intorno a 4.700. Le banche centrali hanno aggiunto 1.136 tonnellate di oro per un valore di circa 70 miliardi di dollari nel 2022, il più alto acquisto annuo mai registrato.
Rottura tecnica dell’oro e opportunità operative ribassiste
Con l’oro sceso sotto la cruciale media mobile semplice a 200 giorni a 4.528 dollari, riteniamo che i trader su derivati debbano prepararsi a ulteriori ribassi nelle prossime settimane. L’improvviso balzo delle aspettative di rialzo dei tassi a settembre al 61% ha rafforzato il dollaro USA, rendendo meno attraente un asset privo di rendimento come l’oro. Storicamente, rotture analoghe al ribasso della media a 200 giorni, come le correzioni di mercato di fine 2022, hanno innescato pressioni di vendita prolungate pari al 10% o più.
Per sfruttare questo cambio di regime ribassista, raccomandiamo l’acquisto di opzioni put out-of-the-money con scadenza fissata a fine settembre. I trader possono puntare ai successivi livelli di supporto principali a 4.310 e 4.225 dollari come potenziali aree di presa di profitto. Anche l’utilizzo di un bear put spread è un modo altamente efficace per contenere il costo del premio, mantenendo al contempo un posizionamento per un calo graduale verso questi obiettivi inferiori.
Gestione del rischio e considerazioni di mercato
Tuttavia, è necessario restare cauti perché gli improvvisi scontri militari tra USA e Iran potrebbero innescare acquisti “bene rifugio” in qualsiasi momento. Per coprirsi da spike improvvisi dei prezzi, i trader short sui futures dovrebbero valutare l’acquisto di call di protezione appena sopra la resistenza a 4.528 dollari. Questa strategia bilanciata protegge i portafogli da perdite potenzialmente illimitate nel caso in cui le tensioni geopolitiche in Medio Oriente dovessero intensificarsi improvvisamente.
I dati di mercato attuali mostrano che l’aumento dei rendimenti dei Treasury USA continua a esercitare pressione sui metalli preziosi, poiché rendimenti più elevati aumentano il costo opportunità di detenere oro. Occorre monitorare da vicino i prossimi dati USA su occupazione e inflazione: eventuali segnali di forza economica probabilmente consoliderebbero l’ipotesi di un rialzo della Fed e spingerebbero l’oro verso il nostro obiettivo a 4.300 dollari.
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