L’oro (XAU/USD) è rimasto pressoché invariato intorno a 4.015 dollari nelle prime contrattazioni asiatiche di mercoledì, mentre i mercati valutavano le prospettive dei colloqui Usa-Iran a Doha dopo segnali contrastanti che hanno alimentato dubbi sulla tenuta di un accordo di pace provvisorio raggiunto all’inizio del mese. Funzionari statunitensi hanno affermato che i colloqui in Qatar erano previsti per martedì e li hanno collegati a una richiesta di Teheran in seguito ai raid aerei Usa del fine settimana, mentre il Ministero degli Esteri iraniano ha negato che fossero stati programmati incontri nei prossimi giorni.
Gli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff sono arrivati a Doha martedì e un portavoce del governo qatariota ha dichiarato che incontreranno il primo ministro del Qatar per discutere dei colloqui Usa-Iran e degli sviluppi regionali; tuttavia, al momento non è previsto alcun incontro di alto livello tra Stati Uniti e Iran. L’attenzione si sposta anche sui dati sul lavoro Usa, con i numeri ADP attesi mercoledì e il rapporto Nonfarm Payrolls in uscita giovedì, mentre i trader valutano il percorso di politica monetaria della Federal Reserve e le implicazioni per il dollaro statunitense (USD) e per il metallo privo di rendimento.
Tensioni geopolitiche e posizionamento di mercato
Stiamo vedendo l’oro mantenersi stabile attorno a 4.015 dollari, stretto tra due forze principali. Il rischio geopolitico legato ai colloqui Usa-Iran sta per ora offrendo un supporto ai prezzi. Tuttavia, i prossimi dati sul lavoro negli Stati Uniti rappresentano un potenziale ostacolo significativo.
La situazione a Doha sta generando un’elevata incertezza, motivo per cui stiamo valutando strategie in opzioni per coprire le nostre posizioni. Storicamente, un deterioramento della diplomazia in Medio Oriente, come le tensioni nello Stretto di Hormuz nel 2019, ha portato a rialzi di breve periodo delle quotazioni dell’oro. Riteniamo che l’acquisto di opzioni call con scadenze ravvicinate possa essere un modo prudente per beneficiare di un potenziale upside in caso di notizie negative.
Dati sull’occupazione Usa e implicazioni di politica monetaria
La nostra attenzione si sta ora spostando sui dati sull’occupazione Usa, con il report ADP atteso oggi e le Nonfarm Payrolls domani. Il consenso di mercato, secondo Reuters, è per un numero di nuovi occupati intorno a 270.000, in linea con il dato robusto del mese scorso che mantiene la pressione sulla Federal Reserve. Un dato forte probabilmente rafforzerebbe l’impostazione “higher for longer” della Fed, sostenendo il dollaro e mettendo sotto pressione l’oro.
Questa forza dell’economia si accompagna a un’inflazione persistente, con l’ultimo indice dei prezzi al consumo (CPI) del Bureau of Labor Statistics che indica un tasso annuo del 3,3%. In questo contesto, l’assenza di rendimento dell’oro diventa un punto di debolezza chiave se la Fed dovesse segnalare l’intenzione di mantenere i tassi elevati. Di conseguenza, stiamo considerando l’acquisto di opzioni put per proteggerci da un calo brusco dell’oro nel caso in cui il dato NFP risultasse molto più alto delle attese.
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