L’oro ha mantenuto la maggior parte dei recenti guadagni dopo aver superato una resistenza chiave: l’avanzata è stata inizialmente sostenuta dal calo dei prezzi del petrolio, da una flessione dei rendimenti e del dollaro USA, oltre che da indiscrezioni su acquisti da parte di banche centrali ed ETF insieme a ricoperture tecniche. Più di recente, la spinta si è raffreddata con il rimbalzo del petrolio, che ha riacceso i timori d’inflazione e spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury USA. L’attenzione si sposta ora sui dati payrolls di stasera come prossimo ostacolo per il rally.
Un dato payrolls più debole potrebbe attenuare ulteriormente le aspettative di rialzi Fed e favorire un’estensione del movimento, mentre un esito più robusto potrebbe innescare prese di profitto dopo la corsa repentina. Il quadro tecnico resta moderatamente rialzista, anche se l’aumento dell’RSI si è attenuato. Le resistenze si collocano a 4.333, ritracciamento Fibonacci del 23,6% dal massimo al minimo del 2026, e poi a 4.389 in corrispondenza della media mobile a 100 giorni; i supporti sono a 4.180 sulla media mobile a 50 giorni e a 4.082 sulla media mobile a 21 giorni.
Volatilità e supporto delle banche centrali
Stiamo vedendo l’oro consolidare i consistenti guadagni da breakout, ma gli operatori sui derivati devono prepararsi a un’elevata volatilità con la pubblicazione odierna del report sui payrolls USA. Questo dato macro chiave stabilirà se il metallo prezioso potrà riprendere il trend rialzista o se innescherà un’ondata di prese di profitto. I dati più recenti indicano che le banche centrali globali acquistano oltre 1.000 tonnellate d’oro all’anno, fornendo un solido “pavimento” di lungo periodo al mercato.
Tuttavia, va monitorato il recente rimbalzo del greggio, che sta riattivando i timori d’inflazione a livello globale e spingendo verso l’alto i rendimenti dei Treasury USA. Se i rendimenti obbligazionari continueranno a salire, aumenteranno il costo opportunità di detenere oro, che non offre cedola, limitandone il potenziale di rialzo. Gli operatori sui derivati dovrebbero seguire da vicino questi rendimenti, poiché un’impennata improvvisa potrebbe raffreddare rapidamente il rally dell’oro.
Strategie operative in risposta ai dati payrolls
Se i payrolls di oggi risultassero più deboli delle attese, consigliamo l’acquisto di opzioni call o l’assunzione di posizioni lunghe sui futures per beneficiare del calo delle aspettative sui tassi. In questo scenario l’oro dovrebbe superare la resistenza immediata a 4.333, che rappresenta il ritracciamento Fibonacci del 23,6% dell’escursione del 2026. Un breakout sostenuto potrebbe aprire rapidamente la strada verso la media mobile a 100 giorni a 4.389.
Al contrario, un report sui payrolls più forte del previsto probabilmente innescherebbe prese di profitto immediate dopo questo rally marcato, rendendo particolarmente interessanti le opzioni put di breve periodo. In questo assetto ribassista, ci aspettiamo che l’oro testi rapidamente il primo supporto in area 4.180, in corrispondenza della media mobile a 50 giorni. Se tale livello non dovesse reggere, il successivo obiettivo ribassista principale per posizioni short si colloca a 4.082, sulla media mobile a 21 giorni.
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