L’oro (XAU/USD) è salito di oltre l’1% mercoledì e si è mantenuto vicino a 4.400 dollari, anche se il Dollaro USA ha ridotto i cali iniziali, dopo che il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato un buyback di titoli in vista dell’asta dei 10 e 20 anni del 10 settembre. Nelle ultime due sedute, l’oro ha oscillato tra 4.340 e 4.400 dollari, mentre i rendimenti dei Treasury sono saliti; il decennale è aumentato di cinque punti base al 4,845%, creando venti contrari insieme al posizionamento in vista delle pubblicazioni sull’inflazione USA. Il Tesoro ha dichiarato di pianificare il riacquisto fino a 6 miliardi di dollari di titoli in circolazione nella fascia 10-20 anni, la prima operazione del genere sotto il Segretario Scott Bessent, con l’obiettivo di contenere i rendimenti sulle scadenze più lunghe dal 10 al 30 anni.
Anche i dati macro USA hanno influenzato le aspettative sui tassi. La media a quattro settimane dell’ADP Employment Change è salita a 12 mila da 10 mila (dato rivisto al ribasso), e i mercati monetari hanno prezzato un rialzo di 25 punti base alla riunione del 15-16 settembre con probabilità al 63% contro il 37% di una pausa, secondo Prime Terminal. Sul grafico, l’oro è rimbalzato dalla SMA a 100 giorni a 4.343 dollari, con resistenza a 4.425; una rottura sopra 4.500 dollari porterebbe nel mirino la SMA a 200 giorni a 4.537, quindi 4.600, 4.650 e il massimo del 25 agosto a 4.697. Sotto 4.400, i livelli di supporto includono 4.282, la SMA a 50 giorni a 4.261 e 4.200. Le banche centrali hanno aggiunto 1.136 tonnellate di oro per un valore di circa 70 miliardi di dollari nel 2022, secondo il World Gold Council.
Strategie di trading e volatilità in vista della decisione della Federal Reserve
Raccomandiamo ai trader di derivati di prepararsi a un aumento della volatilità sull’oro (XAU/USD) in avvicinamento alla cruciale riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre. Con i mercati monetari che prezzano una probabilità del 63% di un rialzo dei tassi di 25 punti base, strategie su opzioni di breve periodo come gli straddle potrebbero aiutare a catturare movimenti pronunciati dopo la decisione. È opportuno monitorare con attenzione i prossimi dati statunitensi sull’inflazione, poiché qualsiasi sorpresa al rialzo probabilmente consoliderebbe le attese di un aumento dei tassi e spingerebbe ulteriormente in alto i rendimenti obbligazionari.
Venti contrari legati ai rendimenti, gestione del rischio e livelli tecnici chiave
Il recente programma di buyback del Tesoro, mirato fino a 6 miliardi di dollari di bond a più lunga scadenza, punta a frenare la risalita dei rendimenti, ma il rendimento del Treasury decennale che oscilla vicino al 4,84% resta un ostacolo rilevante per asset privi di rendimento come l’oro. Storicamente, quando i rendimenti reali a 10 anni superano il 2%, le quotazioni dell’oro subiscono una forte pressione al ribasso, rendendo essenziali stop-loss stretti per le posizioni long. I trader di derivati dovrebbero valutare l’apertura di posizioni rialziste solo se l’oro supera in modo convincente l’immediato livello di resistenza a 4.425 dollari.
Se l’oro non riuscisse a difendere il cruciale livello psicologico di 4.400 dollari, ci attendiamo un rapido arretramento verso la Media Mobile Semplice (SMA) a 100 giorni a 4.343 dollari. Una discesa sotto questo supporto potrebbe innescare programmi di vendita automatizzati, esponendo la successiva area di supporto principale a 4.282. Suggeriamo di utilizzare bear put spread per coprire le detenzioni spot esistenti contro un potenziale calo verso la SMA a 50 giorni a 4.261 dollari.
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