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L’oro si mantiene vicino a 4.400 dollari: dollaro più debole compensa l’inflazione trainata dal petrolio e le scommesse su un rialzo dei tassi della Fed

by VT Markets
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Sep 9, 2026

L’oro è rimbalzato mercoledì, interrompendo una serie di tre sedute in calo grazie all’indebolimento del dollaro Usa, ma i rialzi hanno faticato in prossimità di 4.400 dollari dopo che il metallo aveva toccato in precedenza un minimo di una settimana in area 4.341. La correzione del biglietto verde è seguita a un balzo dello yen giapponese, con USD/JPY in area 153,40, mentre il Dollar Index (DXY) scambiava intorno a 98,61, in calo di circa lo 0,25% e vicino ai minimi dal 21 agosto. L’aumento dei prezzi dell’energia ha inoltre limitato il recupero del bullion dopo le ritorsioni tra Stati Uniti e Iran nel Golfo, tra cui la presunta distruzione di cinque petroliere iraniane e i successivi attacchi iraniani contro obiettivi marittimi.

Il West Texas Intermediate (WTI) si è mantenuto vicino a 93,50 dollari al barile, a ridosso dei massimi dall’8 giugno, ed è in progresso di circa il 4,80% questa settimana, alimentando i timori di un’inflazione più persistente e di tassi elevati. Il rendimento del Treasury Usa decennale si attestava intorno al 4,80%, vicino ai massimi da novembre 2023, mentre il CME FedWatch Tool indica una probabilità del 60% di un rialzo di 25 punti base la prossima settimana. I dati ADP hanno mostrato che i datori di lavoro privati hanno aggiunto in media 12 mila posti di lavoro a settimana fino al 22 agosto, in aumento rispetto ai 10 mila rivisti (dopo una prima lettura a 11,75 mila); l’attenzione si sposta ora sul PPI di giovedì e sul CPI di venerdì, oltre ai dettagli di un programma di riacquisto di bond atteso alle 15:00 GMT. Sul piano tecnico, XAU/USD ha tenuto sopra la SMA a 200 periodi a 4.356 dollari, con la SMA a 50 periodi a 4.415 in funzione di resistenza; l’RSI era a 47, il MACD leggermente negativo, mentre i livelli da monitorare includono 4.489, 4.550, 4.700 e un supporto in area 4.200.

Posizionamento sui derivati e aspettative di politica Fed

Suggeriamo agli operatori sui derivati di prepararsi a una volatilità più elevata nelle prossime due settimane, mentre l’oro consolida vicino al livello chiave di 4.400 dollari. Con una probabilità del 60% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve alla riunione del 15-16 settembre, il pricing delle opzioni sui contratti auriferi sta scontando un movimento direzionale marcato. Raccomandiamo l’acquisto di straddle di breve termine sull’oro (XAU/USD) per beneficiare di un breakout a prescindere dalla direzione del mercato.

L’escalation delle tensioni militari nello Stretto di Hormuz ha spinto il WTI in rialzo del 4,8% questa settimana a 93,50 dollari, un fattore che storicamente rappresenta un’arma a doppio taglio per i metalli preziosi. Se da un lato i rischi geopolitici tendono ad alimentare gli acquisti “bene rifugio”, dall’altro l’inflazione energetica risultante potrebbe costringere la Fed a mantenere il costo del denaro più alto più a lungo. Si possono richiamare precedenti storici, come gli shock petroliferi della fine degli anni ’70, quando l’impennata dei costi energetici portò infine a rialzi aggressivi dei tassi che temporaneamente limitarono il potenziale di rialzo dell’oro.

Livelli tecnici e strategie di trading guidate dagli eventi

Sul piano tecnico, va monitorata la media mobile semplice a 200 periodi a 4.356 dollari come livello spartiacque per le posizioni long. Se l’oro dovesse rompere al ribasso questo livello, consigliamo l’acquisto di opzioni put out-of-the-money con target sulla zona di supporto a 4.200. Al contrario, un superamento della media mobile a 50 periodi a 4.415 giustificherebbe l’acquisto di call con obiettivo 4.550.

Le pubblicazioni di PPI e CPI di giovedì e venerdì fungeranno probabilmente da ultimo catalizzatore prima della decisione Fed della prossima settimana. Storicamente, sorprese sull’inflazione core Usa hanno provocato oscillazioni immediate dell’1,5%-2% nel prezzo dell’oro nel giorno della diffusione. È opportuno mantenere contenuta l’esposizione complessiva al rischio in vista di questi dati e privilegiare strategie con spread verticali per mitigare il rapido decadimento del premio delle opzioni.

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