L’oro è stato scambiato a 4.082 dollari dopo aver aperto la settimana con un gap rialzista, ma ha faticato a trovare slancio oltre quota 4.100. Durante le ore asiatiche ha toccato 4.116,20, sostenuto da una pausa negli attacchi tra Iran e Stati Uniti, mentre il petrolio è sceso e il dollaro USA si è indebolito. Nonostante ciò, i transiti attraverso lo Stretto di Hormuz sono rimasti limitati e nessuna delle parti si è impegnata per una pausa prolungata o per colloqui, lasciando irrisolto il quadro geopolitico. In seguito i prezzi hanno ritracciato, ma hanno mantenuto i guadagni settimanali, oscillando vicino a 4.080 fino al pomeriggio USA.
Gli Ordini di beni durevoli USA di giugno sono aumentati dello 0,3% su base mensile, sotto la stima dell’1,6%, pur migliorando rispetto al -4% precedente. La settimana in arrivo porta l’Indice dei prezzi PCE USA oltre a diverse decisioni sui tassi: la Federal Reserve è attesa mercoledì e sono in calendario anche Bank of England, Banca Nazionale Svizzera e Bank of Japan. Sul piano tecnico, la vista a 4 ore è neutrale: XAU/USD resta sopra le SMA a 20 e 100 periodi a 4.078 e 4.074 dollari, ma rimane contenuto dalla SMA a 200 periodi a 4.109,90, con RSI appena sopra 50. Sul grafico giornaliero, il prezzo si colloca sopra la SMA a 20 giorni a 4.071,88 dollari, mentre le SMA a 100 e 200 giorni si concentrano in area 4.470–4.494; l’RSI è vicino a 48, con supporti attorno a 4.070, poi 4.050 e 4.000.
Strategie in opzioni e rischi di volatilità
Raccomandiamo ai trader di derivati di concentrarsi nelle prossime settimane su strategie “range-bound” come iron condor o short straddle, mentre l’oro consolida tra 4.050 e 4.100 dollari. Con XAU/USD attualmente in area 4.082 e in difficoltà nel superare il recente massimo a 4.116, la vendita di premio sulle opzioni appare una scelta sensata. Questo movimento laterale è tipico prima di importanti annunci delle banche centrali, che con elevata probabilità innescheranno improvvisi aumenti di volatilità a breve.
Dobbiamo prepararci a rischi di breakout marcati, perché questa settimana Federal Reserve, Bank of England e Bank of Japan pubblicano le decisioni sui tassi insieme ai cruciali dati sull’inflazione PCE USA. Storicamente, il prezzo dell’oro può oscillare del 2%-3% nei giorni successivi alle principali decisioni della Fed, soprattutto quando le metriche sull’inflazione si discostano dalle attese di mercato. I trader dovrebbero valutare l’acquisto di straddle out-of-the-money a basso costo per sfruttare un’eventuale rottura improvvisa sopra la resistenza a 4.110 o sotto il supporto a 4.050.
Outlook di medio termine e posizionamento sui futures
La nostra view positiva sul medio termine è supportata da una solida domanda delle banche centrali, con gli acquisti di oro del settore ufficiale globale che, secondo il World Gold Council, restano vicino a massimi storici oltre 1.000 tonnellate annue. Questo massiccio flusso istituzionale funge da robusta rete di sicurezza, rendendo interessante, in ottica rischio/rendimento, la vendita di put downside in area 4.000 dollari. Inoltre, i dati storici mostrano che quando l’oro consolida appena sotto un livello psicologico rilevante, un successivo breakout spesso innesca un rapido rally del 5%.
Per i trader su futures e CFD, consigliamo di mantenere stop-loss stretti appena sotto il supporto della media mobile giornaliera a 4.070 dollari. Una rottura sotto questo livello potrebbe aprire rapidamente la strada verso 4.050, dove è molto probabile il rientro dei compratori fisici. Al contrario, è preferibile attendere una chiusura giornaliera sopra la media mobile a 200 periodi a 4.110 prima di impegnarsi con posizioni long consistenti.
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