Lunedì l’oro ha mostrato un andamento irregolare, con titoli contrastanti dal Medio Oriente che hanno innescato rapidi cambi di direzione su valute e materie prime. XAU/USD ha oscillato in area 4.010 dollari, pressoché invariato nella giornata dopo essere salito a un massimo intraday di 4.040 dollari. I rialzi iniziali sono seguiti ai segnali ufficiali arrivati da Iran e Stati Uniti secondo cui la via diplomatica restava possibile nonostante gli attacchi in corso: ciò ha pesato sul Dollaro USA e ha spinto il petrolio al ribasso, sostenendo il metallo privo di rendimento. Il movimento si è poi invertito dopo che Reuters ha riportato che gli Houthi yemeniti, allineati all’Iran, avrebbero dichiarato un blocco navale immediato contro l’Arabia Saudita, riaccendendo il premio per il rischio geopolitico; il dollaro ha recuperato le perdite precedenti e il petrolio è rimbalzato verso un massimo di un mese, limitando l’ascesa dell’oro.
Il recupero del biglietto verde si è riflesso nel Dollar Index, scambiato in area 100,90 dopo un calo fino a 100,65. L’attenzione resta anche sulla componente “hawkish” delle attese sulla Federal Reserve: i funzionari ribadiscono il target d’inflazione al 2% e i mercati continuano a prezzare almeno un rialzo dei tassi quest’anno, un potenziale freno per l’oro. Dal punto di vista grafico, XAU/USD resta sotto la SMA a 200 giorni a 4.495,69 dollari e la SMA a 100 giorni a 4.523 dollari, con RSI intorno a 40; la resistenza è a 4.200 dollari, mentre il supporto si colloca in area 4.000 e poi 3.800 dollari. Le banche centrali hanno aggiunto 1.136 tonnellate d’oro per un valore di circa 70 miliardi di dollari nel 2022, ha dichiarato il World Gold Council.
Prospettive per gli operatori di opzioni in un contesto di maggiore incertezza geopolitica
Consigliamo ai trader su derivati di prepararsi a una volatilità più elevata nel mercato delle opzioni sull’oro nelle prossime settimane, mentre titoli contrastanti dal Medio Oriente alimentano bruschi movimenti dei prezzi. Considerato che l’oro staziona attualmente attorno al livello critico di 4.000 dollari, suggeriamo di utilizzare strategie long straddle o strangle per trarre vantaggio da questi movimenti improvvisi e ampi. Storicamente, improvvise escalation geopolitiche in Medio Oriente hanno portato la volatilità implicita giornaliera dell’oro a balzare di oltre il 15%, rendendo in questa fase particolarmente rischiose le scommesse direzionali “pure”.
Livelli tecnici e rischi evento per l’oro
Da un punto di vista tecnico, manteniamo un’impostazione ribassista finché l’oro rimane sotto la resistenza chiave di 4.200 dollari. Con il metallo scambiato ben al di sotto della media mobile a 100 giorni a 4.523 dollari e della media mobile a 200 giorni a 4.495 dollari, il percorso di minore resistenza appare orientato al ribasso. Di conseguenza, suggeriamo di impostare bear call spread in prossimità di 4.200 dollari oppure acquistare opzioni put puntando al prossimo importante supporto in area 3.800 dollari.
Occorre inoltre monitorare attentamente i dati macro in arrivo questa settimana, in particolare il PMI preliminare di luglio di venerdì, che influenzerà in modo significativo le aspettative sui tassi della Federal Reserve. Le più recenti indicazioni del mercato dei tassi mostrano un consenso crescente per un ulteriore rialzo più avanti quest’anno, fattore che continua a sostenere il Dollar Index in area 100,90 e a pesare sull’oro, che non offre rendimento. Poiché i funzionari della Fed sono attualmente nel periodo di “blackout” in vista della riunione di politica monetaria della prossima settimana, ci attendiamo che nel breve periodo siano gli scossoni del petrolio e le notizie geopolitiche a dettare il pricing delle opzioni.
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