L’oro (XAU/USD) è salito dello 0,17% giovedì e si è mantenuto sopra quota 4.600 dollari, scambiando a 4.601 dollari, nonostante le nuove richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli USA siano scese a 203K da 207K, sotto una previsione di 208K. Il deficit commerciale statunitense si è comunque ampliato a luglio a 118,8 miliardi di dollari da 101,4 miliardi, mentre il Dollar Index (DXY) è rimasto stabile a 99,14. L’attenzione è rivolta al presidente della Fed Kevin Warsh in vista del suo intervento a Jackson Hole, con i mercati che prezzano una pausa alla riunione del 16 settembre con probabilità del 68%, mentre la probabilità di un rialzo dei tassi a dicembre è al 72%, secondo Prime Terminal.
Il rischio geopolitico è rimasto al centro dell’attenzione dopo indiscrezioni su un’intesa Iran-Oman sullo Stretto di Hormuz, descritta come in attesa di approvazione interna e priva di riconoscimento da parte degli USA. Sul piano tecnico, il metallo ha riconquistato i 4.600 dollari ma resta sotto i massimi settimanali in area 4.697, con l’RSI che segnala un rallentamento del momentum. Le resistenze si collocano a 4.650 e 4.700 dollari, davanti al massimo del 7 maggio a 4.764; i supporti sono a 4.600, poi 4.594, quindi la media mobile semplice a 200 giorni a 4.376, seguita da 4.324 e 4.300.
Posizionamento strategico di fronte alla volatilità
Raccomandiamo ai trader su derivati di adottare, nelle prossime settimane, una strategia di consolidamento neutrale o leggermente rialzista sull’oro. Con il metallo intorno a 4.601 dollari e l’intervento del presidente della Fed Kevin Warsh imminente, ci aspettiamo un aumento della volatilità ma nessun breakout immediato. Storicamente, durante la settimana del simposio di Jackson Hole i prezzi dell’oro oscillano in media dell’1,2%-1,8%, rendendo particolarmente interessanti strategie in opzioni di breve periodo come gli straddle.
Occorre monitorare da vicino il supporto chiave a 4.600 dollari, perché una discesa sotto questo livello potrebbe innescare uno scivolamento verso 4.594. Sul lato rialzista, il momentum è al momento limitato: puntiamo quindi alle resistenze a 4.650 e 4.700 dollari per prendere profitto su posizioni long. Se il prezzo non riuscisse a superare questi “tetti”, l’esecuzione di strategie range-bound consentirebbe di incassare premio mentre il mercato consolida.
Rischi macro e tattiche di copertura
Le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz e un’inflazione persistente continuano a sostenere l’appeal dell’oro come bene rifugio, mantenendo contenuti i rischi al ribasso. Con i money market che prezzano una probabilità del 68% di tassi invariati a settembre ma del 72% di un rialzo a dicembre, dovremmo posizionarci per un dollaro più forte più avanti nell’anno. L’utilizzo di opzioni put a lunga scadenza sull’oro potrebbe aiutarci a coprire il rischio di un calo verso la media mobile a 200 giorni a 4.376 dollari una volta che la Fed procederà effettivamente con il rialzo dei tassi.
Il Dollar Index stabile a 99,14 indica che il biglietto verde è resiliente, fattore che in genere limita le accelerazioni dell’oro. Per gestire questo contesto, possiamo guardare ai dati storici che mostrano come un DXY stabile sopra 99 porti spesso l’oro a consolidare in un range ristretto del 3% prima della successiva mossa direzionale. I trader dovrebbero combinare coperture basate sul DXY con i derivati sull’oro per bilanciare eventuali movimenti improvvisi innescati dai prossimi dati sulla fiducia dei consumatori.
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