L’Oro (XAU/USD) è rimasto sotto pressione nelle prime contrattazioni europee di mercoledì, in calo dello 0,85% intorno a 4.025 dollari, mentre i prezzi del greggio sostenuti mantenevano viva la prospettiva di una politica monetaria statunitense più restrittiva e supportavano il Dollaro USA (USD). I dati USA hanno mostrato un allentamento dell’inflazione alla produzione: il Bureau of Labor Statistics ha riferito che il PPI è sceso dello 0,3% a giugno dopo un rialzo precedentemente rivisto al ribasso dello 0,6%, mentre il tasso annuo è rallentato dal 6% di maggio al 5,5%. Queste letture hanno fatto seguito al calo mese su mese del CPI più marcato da aprile 2020, spingendo i trader a ridurre le aspettative di una mossa immediata della Fed e portando l’USD ai minimi dal 18 giugno, elemento che ha offerto un certo sostegno al metallo.
I rischi inflazionistici trainati dall’energia sono rimasti presenti, con il greggio vicino ai massimi di un mese per l’intensificarsi delle ostilità USA-Iran e delle preoccupazioni legate alle rotte marittime, inclusi i rischi di interruzione nell’area dello Stretto di Hormuz e dello Stretto di Bab el-Mandeb. I mercati prezzano inoltre almeno un rialzo dei tassi Fed di 25 punti base nel 2026. Sul piano tecnico, l’oro resta impostato al ribasso sotto la SMA a 200 giorni all’interno di un canale discendente, nonostante un MACD vicino a 9,43 e un RSI intorno a 40,77. Una rottura sotto 4.000 dollari potrebbe aprire spazio verso 3.943-3.942, quindi 3.675,71; le resistenze si collocano vicino a 4.093,63 e sulla SMA a 200 giorni in area 4.495,94.
Strategia sul prezzo dell’oro e livelli tecnici chiave
Consigliamo ai trader di derivati di prepararsi a ulteriori ribassi dell’oro puntando su opzioni put subito sotto il supporto psicologico critico di 4.000 dollari. Con il metallo attualmente in area 4.025 e incanalato in un chiaro canale discendente, una rottura confermata di questo livello potrebbe innescare rapidamente una discesa verso il minimo di giugno a 3.942 dollari. I dati storici mostrano che quando l’oro rompe snodi strutturali chiave sotto pressione “hawkish”, le vendite di natura tecnica tendono ad accelerare rapidamente verso il successivo supporto principale, che al momento si colloca vicino a 3.675.
Mercati energetici e coperture sui tassi d’interesse
Per capitalizzare le tensioni geopolitiche che stanno guidando questo mercato, dovremmo valutare opzioni call sul Brent, che di recente ha oscillato vicino a 85 dollari al barile a causa dell’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Data l’imprevedibilità di attacchi militari nello Stretto di Hormuz—una rotta di transito vitale che gestisce circa il 20% dei consumi mondiali di liquidi petroliferi—la volatilità del comparto energetico è destinata a impennarsi. L’implementazione di long straddle su derivati energetici ci consentirà di trarre profitto da movimenti bruschi e improvvisi dei prezzi del petrolio senza dover prevedere l’esatta direzione.
Raccomandiamo inoltre di adeguare l’esposizione sui futures a breve termine sui tassi d’interesse per tenere conto della crescente probabilità di un ulteriore rialzo dei tassi Fed di 25 punti base più avanti nel corso dell’anno. Nonostante il raffreddamento dell’inflazione all’ingrosso di giugno al 5,5% dal 6,0% di maggio, le persistenti paure di inflazione trainata dall’energia stanno mantenendo elevati i rendimenti dei Treasury. Vendere futures sui Fed Funds o acquistare opzioni put sui Treasury bond aiuterà a coprirsi contro un dollaro USA resiliente che continua a penalizzare gli asset privi di rendimento come l’oro.
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