L’oro ha rallentato nelle ore di contrattazione statunitensi di giovedì, mentre i rendimenti dei Treasury USA e il dollaro si sono stabilizzati dopo la correzione di mercoledì. XAU/USD si attestava intorno a 4.457 dollari, in calo rispetto al massimo intraday di 4.527 dollari, il livello più alto dal 2 giugno. Il metallo era salito di oltre il 4% il giorno precedente dopo che il Dipartimento del Tesoro USA aveva dichiarato che avrebbe intensificato i riacquisti a sostegno della liquidità sui titoli governativi a più lunga scadenza; il rendimento del trentennale è sceso di circa 9 pb a 5,18% e il decennale ha ceduto circa 5 pb a 4,63%. Il movimento ha fatto seguito al superamento del 5,30% sul trentennale all’inizio della settimana, un livello visto l’ultima volta nel 2007, anche se giovedì sia il decennale sia il trentennale risultavano in rialzo di circa 6 pb.
Il Dollar Index, che misura il biglietto verde contro sei principali valute, è sceso sotto 99,00 mercoledì toccando un minimo a tre mesi, per poi trattare vicino a 98,80 dopo un passaggio a 98,56. Anche i dati sul lavoro hanno fornito supporto: le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 206 mila contro attese di 210 mila e una lettura precedente di 212 mila, rivista da 209 mila. I mercati hanno inoltre analizzato i verbali della Federal Reserve, che hanno richiamato l’obiettivo d’inflazione al 2% e suggerito che potrebbero essere necessari tassi più elevati se la disinflazione dovesse arrestarsi. L’energia ha alimentato le preoccupazioni sull’inflazione: il WTI era intorno a 86,25 dollari al barile, in rialzo di circa il 6% da inizio settimana, mentre i transiti attraverso lo Stretto di Hormuz restavano fortemente limitati. Sul piano tecnico, l’oro è rimasto sopra le SMA a 50 e 100 giorni a 4.164 e 4.380 dollari, ha oscillato in prossimità della SMA a 200 giorni a 4.512 dollari, con RSI vicino a 65 e un istogramma MACD positivo; tra i livelli citati figuravano resistenza a 4.650 dollari e supporti fino a 4.000 dollari.
Strategia su oro, obbligazioni e dollaro USA
Suggeriamo ai trader su derivati di prepararsi a un aumento della volatilità sull’oro, mentre il metallo fatica a mantenersi sopra la media mobile semplice (SMA) a 200 giorni a 4.512 dollari. Considerato il brusco ritracciamento dal recente massimo di 4.527 dollari, raccomandiamo l’utilizzo di bear put spread di breve termine per coprirsi da ulteriori ribassi verso l’area di supporto a 4.380 dollari. Questa strategia limita il premio iniziale, sfruttando al contempo la pressione immediata legata alla ripresa dei rendimenti obbligazionari.
Manteniamo alta l’attenzione sul mercato dei bond, dove il rendimento del Treasury decennale è risalito giovedì verso il 4,69%. Storicamente, operazioni come il programma di buyback del Tesoro—che richiama le misure di supporto alla liquidità reintrodotte dal governo a metà 2024—offrono solo sollievo temporaneo ai mercati obbligazionari. Poiché questi riacquisti non affrontano né l’ingente emissione di debito pubblico né l’inflazione persistente, vediamo valore nello shortare i futures sui Treasury, dato che i rendimenti potrebbero tornare a salire.
Il dato sul lavoro migliore delle attese, con le richieste settimanali iniziali scese a 206.000, conferma che il mercato del lavoro americano resta altamente resiliente. Questi segnali macro, insieme a verbali della Fed di tono hawkish, dovrebbero mantenere il Dollar Index supportato dopo il rimbalzo a 98,80. Ci aspettiamo che questo contesto favorisca il dollaro, rendendo interessanti call a breve scadenza sul biglietto verde contro le principali valute.
Outlook sul mercato energetico e livelli tecnici da monitorare
Stanno inoltre aumentando i rischi geopolitici, con il WTI in rialzo del 6% questa settimana e in area 86,25 dollari al barile a causa delle restrizioni ai transiti nello Stretto di Hormuz. Consigliamo ai trader energetici di acquistare call long sul petrolio per proteggere i portafogli da shock improvvisi dell’offerta in Medio Oriente. Qualsiasi escalation del conflitto economico potrebbe spingere facilmente i prezzi oltre la soglia dei 90 dollari nelle prossime settimane.
Da un punto di vista tecnico, occorre monitorare se l’oro riuscirà a chiudere la seduta sopra 4.512 dollari per mantenere l’impostazione rialzista. Se il prezzo non riuscisse a tenere quel livello, è altamente probabile una discesa verso la media mobile semplice a 100 giorni in area 4.380 dollari. Consigliamo ai trader di mantenere size contenute e utilizzare stop-loss stretti finché dollaro e rendimenti non avranno ritrovato un equilibrio.
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