L’oro (XAU/USD) è salito per la seconda seduta consecutiva venerdì, poiché il calo dei rendimenti dei Treasury USA sulle scadenze più lunghe ha contribuito a compensare l’effetto negativo della svolta “hawkish” della Federal Reserve all’inizio della settimana. Il metallo si è spinto fino a circa 4.400 dollari dopo il rimbalzo dai minimi di un mese e mezzo sotto 4.250 dollari e puntava a interrompere una serie di tre settimane consecutive in calo. Mercoledì la Fed ha alzato i tassi di 25 punti base portandoli in un intervallo 3,75%-4%, mentre il presidente Kevin Warsh ha ribadito l’impostazione orientata al contrasto dell’inflazione; i mercati continuavano a prezzare ulteriori strette, anche se la discesa dei rendimenti ha sostenuto l’oro, che non offre rendimento.
Sul piano tecnico, XAU/USD ha ridotto le perdite settimanali ma resta sotto la media mobile semplice (SMA) a 200 giorni in area 4.541 dollari. L’RSI giornaliero è appena sopra la neutralità, mentre il MACD rimane in territorio negativo. La resistenza è vista in prossimità di 4.450 dollari, con una fascia superiore tra 4.510 dollari e la SMA a 200 giorni; il primo supporto si colloca intorno a 4.335 dollari, prima di un’area di base più ampia a 4.223–4.235. Le banche centrali restano acquirenti di peso, avendo aggiunto 1.136 tonnellate per un controvalore di circa 70 miliardi di dollari nel 2022, e le dinamiche di prezzo dell’oro continuano a riflettere la relazione inversa con il dollaro USA e con i rendimenti dei Treasury.
Strategia di Trading e Outlook Tecnico
Consigliamo ai trader su derivati di approcciare l’oro (XAU/USD) con cauto ottimismo nelle prossime settimane, mentre si stabilizza intorno a 4.400 dollari. Sebbene la Federal Reserve abbia recentemente alzato i tassi nell’intervallo 3,75%-4%, il calo dei rendimenti dei Treasury ha attutito l’impatto sul metallo prezioso. Da monitorare eventuali posizionamenti long di breve periodo se l’oro riuscirà a rompere con decisione la resistenza immediata a 4.450 dollari.
Dal punto di vista tecnico, l’oro rimane sotto la SMA a 200 giorni a 4.541 dollari, il che implica che il trend di fondo resta tecnicamente ribassista. Poiché il MACD giornaliero è ancora in territorio negativo, suggeriamo l’utilizzo di strategie opzionali a rischio definito, come i bull call spread, per mitigare eventuali correzioni improvvise. In caso di flessione dei prezzi, si può valutare l’impostazione di posizioni long in prossimità della solida area di supporto tra 4.223 e 4.235 dollari.
Influenza delle Banche Centrali e Dinamiche del Dollaro
È inoltre opportuno tenere sotto stretta osservazione l’operatività delle banche centrali, poiché la loro domanda incide in modo significativo sulla formazione dei prezzi di lungo periodo. I dati storici del World Gold Council indicano che nel 2022 le banche centrali hanno acquistato un record di 1.136 tonnellate e questo persistente flusso di acquisti istituzionali dai mercati emergenti, come Cina e India, continua a sostenere il “pavimento” del metallo. Questa robusta domanda ufficiale suggerisce che eventuali ritracciamenti profondi nelle prossime settimane potrebbero essere verosimilmente accompagnati da acquisti aggressivi.
Poiché l’oro è prezzato in dollari USA, è cruciale monitorare l’indice del dollaro (DXY) alla ricerca di segnali di indebolimento per confermare gli scenari rialzisti. Un dollaro più debole tende a fungere da potente catalizzatore, storicamente in grado di spingere l’oro verso nuovi massimi anche nelle fasi finali dei cicli di restringimento monetario. I trader su derivati dovrebbero mantenere dimensioni di posizione conservative finché l’oro non supererà la principale resistenza a 4.541 dollari.
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