L’oro è salito di quasi lo 0,90% venerdì, mentre il Dollaro USA arretrava, con XAU/USD a 4.386 dollari e ancora sotto 4.400. Il Dollar Index (DXY) è sceso dello 0,4% a 99,57 dopo dati più morbidi sull’inflazione alla produzione e al consumo di luglio, un modesto aumento delle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione e vendite al dettaglio più deboli, che hanno ridotto le attese di una Fed più restrittiva. Le vendite al dettaglio hanno interrotto una serie di cinque mesi di rialzi, calando dello 0,6% contro previsioni di un +0,1%, mentre il gruppo di controllo è sceso dello 0,4% dopo un +0,4% a giugno, secondo i dati del Dipartimento del Commercio USA. Il sentiment dei consumatori dell’Università del Michigan è sceso da 55,2 a 51,0; le aspettative d’inflazione a un anno sono lievemente salite dal 4,2% al 4,3%, mentre la misura a cinque anni è rimasta al 3,3%.
Il repricing dei tassi ha riflesso il cambio di tono, con gli swap che implicano una probabilità del 31% di un rialzo a settembre, in calo da circa il 55% della scorsa settimana, secondo Prime Terminal. I rendimenti dei Treasury USA a 10 anni sono saliti di 3,5 punti base a 4,684%. Sul piano tecnico, l’oro sta consolidando attorno alla sua media mobile semplice (SMA) a 100 giorni a 4.386 dollari, con RSI ancora di supporto ma resistenza a 4.400 intatta; sopra si collocano 4.450 e la SMA a 200 giorni a 4.504. I supporti sono il minimo di giornata a 4.311 e 4.300, poi 4.202, la SMA a 50 giorni a 4.146 e 4.100. Le banche centrali restano i maggiori detentori, avendo aggiunto 1.136 tonnellate per un valore di circa 70 miliardi di dollari nel 2022, secondo il World Gold Council.
Svolta del mercato dell’oro tra dati USA in indebolimento
Stiamo assistendo a un cambiamento rilevante nel mercato dell’oro, con XAU/USD in aumento di quasi lo 0,90% a circa 4.386 dollari, trainato dall’indebolimento dei dati macroeconomici statunitensi. Questo rally improvviso arriva mentre le vendite al dettaglio sono scese dello 0,6% e il sentiment dei consumatori è calato a 51,0, segnalando che l’economia si sta raffreddando più rapidamente del previsto. Per i trader di derivati, ciò significa prepararsi a una volatilità più elevata nelle prossime settimane, dato che le scommesse su un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre sono crollate dal 55% ad appena il 31%.
Storicamente, quando il rendimento del Treasury decennale si muove intorno al 4,68% e le aspettative di rialzo dei tassi diminuiscono, gli asset privi di rendimento come l’oro mostrano una forte spinta al rialzo. Possiamo inoltre guardare ai recenti flussi di capitale: le banche centrali hanno acquistato un record di 1.136 tonnellate d’oro in un solo anno di recente, una tendenza di diversificazione che continua a sostenere il “pavimento” del metallo. Considerate le tensioni geopolitiche in corso, inclusa la perdurante chiusura dello Stretto di Hormuz, la domanda di bene rifugio resta strutturalmente solida.
Livelli tecnici e prospettive operative
Dal punto di vista tecnico, raccomandiamo ai trader di derivati di monitorare da vicino il livello psicologico chiave di 4.400 dollari. L’oro sta attualmente consolidando attorno alla sua media mobile semplice a 100 giorni a 4.386 dollari e, sebbene il momentum sia rialzista, i compratori hanno faticato a spingersi oltre. Se dovessimo vedere una chiusura giornaliera netta sopra 4.400, si aprirebbe spazio per i trader di opzioni e futures per puntare a 4.450 e alla SMA a 200 giorni a 4.504.
Sul fronte opposto, dobbiamo proteggere le posizioni da un possibile ritracciamento di breve periodo se il prezzo non riuscisse a superare questa resistenza. Il primo supporto al ribasso si colloca sul minimo di giornata a 4.311, seguito a breve distanza dal “pavimento” psicologico di 4.300. Una rottura sotto 4.300 potrebbe innescare una liquidazione più marcata verso il minimo di luglio a 4.202, rendendo essenziali ordini stop-loss stretti per la gestione del rischio in questa fase.
Dobbiamo inoltre restare agili in vista del calendario macro della prossima settimana, che include dati cruciali sul mercato immobiliare, i PMI preliminari (Flash) e il report ADP sull’occupazione. Qualsiasi segnale di ulteriore debolezza economica probabilmente consoliderebbe la pausa della Fed, spingendo l’oro ancora più in alto. Al contrario, dati migliori delle attese potrebbero riaccendere i timori di rialzi dei tassi e invertire rapidamente i recenti guadagni dell’oro.
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