L’oro è avanzato negli scambi di mercoledì dopo che i verbali della Fed di luglio hanno mostrato tassi lasciati invariati, ma con tre dissensi a favore di un rialzo. XAU/USD era a 4.482 dollari, in aumento di oltre il 3,50%. Dai verbali è emerso che i dissenzienti hanno ritenuto le pressioni sui prezzi diffuse su ampia scala e hanno sostenuto che il FOMC dovrebbe adottare un orientamento più restrittivo, mentre molti partecipanti hanno giudicato che un’ulteriore stretta sarebbe probabilmente necessaria se l’inflazione non dovesse diminuire; il resoconto ha inoltre evidenziato l’assenza di discussioni su un taglio dei tassi.
Il movimento del metallo prezioso è coinciso con le indiscrezioni su buyback dei Treasury USA e con un nuovo calo dei rendimenti. Il rendimento del 30 anni è sceso di oltre otto punti base al 5,20% dopo aver toccato martedì il livello più alto dal 2007, mentre il 10 anni ha ceduto quasi cinque punti base al 4,660%. Il Dollar Index (DXY) ha perso lo 0,80% a 98,85. L’attenzione ora si sposta sulle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione, sugli interventi del presidente della Fed di St. Louis Alberto Musalem e sui PMI flash di S&P Global, mentre tra i livelli tecnici figurano la SMA a 200 giorni a 4.510 dollari e le soglie a 4.500, 4.700, 4.735, 4.400, 4.324, 4.311 e la SMA a 50 giorni a 4.158, con l’RSI indicato come favorevole a ulteriori rialzi.
Strategie in derivati tra Fed e volatilità dell’oro
Dopo gli ultimi verbali della Federal Reserve e l’impennata dell’oro a 4.482 dollari, riteniamo che gli operatori sui derivati debbano prepararsi a una volatilità elevata nelle prossime settimane. Poiché tre membri della Fed spingono per rialzi dei tassi e i buyback dei Treasury USA stanno comprimendo i rendimenti, va monitorata con attenzione la resistenza immediata a 4.500 dollari. L’apertura di posizioni long tramite opzioni call o futures sull’oro appare sensata se si osserva una chiusura giornaliera nettamente sopra questa barriera psicologica.
Se l’oro supera stabilmente i 4.500 dollari, i prossimi obiettivi al rialzo sono la media mobile semplice (SMA) a 200 giorni a 4.510 dollari e la resistenza psicologica a 4.700 dollari. Questo slancio rialzista è supportato da trend storici, poiché la domanda di oro da parte delle banche centrali ha raggiunto massimi record oltre 1.000 tonnellate annue negli ultimi anni ed è rimasta sostenuta nella prima metà del 2026. Con il Dollar Index in calo dello 0,80% a 98,85, il contesto macro favorisce fortemente questa traiettoria di rialzo.
Copertura dei rischi e sensibilità di mercato
Al contrario, dobbiamo essere pronti a coprire le posizioni con opzioni put se l’oro non riesce a mantenere la rottura sopra 4.500 dollari. Un falso breakout potrebbe innescare una rapida discesa sotto 4.400 dollari, esponendo il minimo settimanale a 4.324 dollari. In questo scenario ribassista, punteremmo alla SMA a 50 giorni a 4.158 dollari come area chiave per ricostruire posizioni long.
Occorre inoltre considerare swap sui tassi e opzioni sui Treasury, dato che il rendimento del 30 anni è appena crollato di otto punti base al 5,20% dai massimi dal 2007. Il calo improvviso del 10 anni al 4,660% mostra che il mercato è molto sensibile agli interventi di buyback governativi. Dati in arrivo come le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione e i PMI flash di S&P Global probabilmente determineranno se questi rendimenti continueranno a scendere.
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