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L’oro rimbalza verso 4.500 dollari, mentre un dollaro più debole e rendimenti in calo compensano i timori di rialzo dei tassi

by VT Markets
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Sep 3, 2026

L’oro è rimbalzato giovedì dopo essere sceso sotto i 4.300 dollari fino a un minimo di quasi quattro settimane, scambiando intorno a 4.488 dollari e in rialzo del 2,30% mentre il Dollaro USA si indeboliva e i rendimenti dei Treasury USA calavano. Il movimento ha seguito l’aumento delle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione a 206 mila nella settimana conclusa il 29 agosto, rispetto a una previsione di 205 mila e a 204 mila del dato precedente. L’indice del Dollaro USA (DXY) oscillava vicino a 99,00, a ridosso di un minimo di una settimana, dopo aver toccato 99,86 mercoledì, il massimo dal 14 agosto. Il rendimento del Treasury decennale è sceso a circa il 4,74% per il secondo giorno dopo aver raggiunto il 4,81%, il livello più alto da ottobre 2023, mentre i mercati valutavano le implicazioni di prezzi del petrolio più elevati legati alla guerra in Medio Oriente.

Le aspettative sui tassi sono rimaste al centro dell’attenzione in vista dell’ISM Servizi di agosto di giovedì e dei Nonfarm Payrolls (NFP) di venerdì. Il CME FedWatch mostrava che i trader prezzavano circa il 60% di probabilità di un rialzo dei tassi alla riunione del 15-16 settembre. Sui grafici, XAU/USD è rimasto sopra le medie mobili semplici (SMA) a 50 e 100 giorni, con l’Indice di Forza Relativa (RSI) a 55 e il MACD ancora sotto lo zero. I livelli di resistenza sono stati indicati a 4.500, 4.533 e 4.700 dollari, con supporti a 4.400, 4.357, 4.231 e 4.000 dollari. Nel 2022 le banche centrali hanno aggiunto 1.136 tonnellate di oro per un valore di circa 70 miliardi di dollari, secondo il World Gold Council.

Strategia sui derivati e outlook di mercato

Raccomandiamo ai trader di derivati di adottare nelle prossime settimane una strategia prudente e “range-bound” sulle opzioni sull’oro. Con il CME FedWatch Tool che prezza una probabilità del 60% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve il 15-16 settembre, è altamente probabile un picco della volatilità macro. Per capitalizzare questa dinamica, possiamo valutare iron condor di breve termine per incassare premio mentre l’oro consolida in prossimità del livello critico di 4.500 dollari.

Livelli tecnici, gestione del rischio e correlazioni valutarie

Sul piano tecnico, individuiamo un solido supporto di base sulla media mobile semplice a 100 giorni a 4.357 dollari, mentre la resistenza immediata si colloca a 4.500 dollari. Un improvviso rialzo del rendimento del Treasury decennale verso il recente massimo del 4,81% potrebbe facilmente riportare l’oro sotto 4.400 dollari. Per gestire questo rischio, consigliamo l’acquisto di put protettive oppure l’utilizzo di stop-loss stretti sulle posizioni long attive in futures.

Occorre inoltre monitorare la forza dello yen giapponese, dato che il recente rally ha spinto l’indice del Dollaro USA verso il supporto di 99,00. Storicamente, un calo persistente del biglietto verde fornisce un forte vento a favore per i metalli preziosi, anche in contesti di tassi d’interesse elevati. L’implementazione di bull call spread con scadenza a fine settembre consentirà di catturare eventuali break-out al rialzo, limitando al contempo in modo rigoroso il rischio al ribasso.

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