L’oro (XAU/USD) ha scambiato intorno a 4.328 dollari martedì, dopo essere rimbalzato da un minimo intraday di 4.291 dollari, mentre i mercati assimilavano nuove notizie dal Medio Oriente. L’Iran ha dichiarato che riaprirebbe lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli Stati Uniti revocassero il blocco dei porti iraniani e riducessero la pressione militare, messaggio trasmesso tramite mediatori. Il dollaro USA ha ridotto i guadagni precedenti e il Dollar Index (DXY) è sceso a circa 100,50 dal picco intraday di 100,67, il livello più alto dal 30 luglio. Il petrolio ha esteso la quinta flessione giornaliera consecutiva, con il WTI vicino a 90 dollari e in calo di oltre il 5% questa settimana, anche se le minacce USA-Iran nel fine settimana hanno mantenuto elevate le tensioni e l’attenzione si è spostata sull’Assemblea Generale dell’ONU.
Il recupero dell’oro è rimasto tuttavia limitato da un orientamento restrittivo della Federal Reserve. La Fed ha aumentato la scorsa settimana il tasso sui federal funds di 25 punti base, portandolo al 3,75%–4,00%, e 16 dei 18 membri si aspettano almeno un ulteriore rialzo entro fine anno. Sul piano tecnico, XAU/USD è sopra le medie mobili semplici (SMA) a 50 e 100 giorni, rispettivamente a 4.301 e 4.316 dollari, ma sotto la SMA a 200 giorni a 4.541 dollari; l’RSI è a 47 e il MACD è negativo. I supporti sono a 4.316 e 4.301 dollari, quindi a 4.150 e 4.000 dollari, mentre le resistenze sono a 4.541 e 4.700 dollari.
Strategie di trading in range e livelli chiave di supporto
Consigliamo ai trader su derivati di adottare strategie in trading range per l’oro nelle prossime settimane, concentrandosi sul corridoio ristretto tra la media mobile a 50 giorni a 4.301 dollari e la media mobile a 100 giorni a 4.316 dollari. Considerato che storicamente l’oro ha mostrato una correlazione del 70% con le aspettative sui tassi reali durante i cicli di restringimento della Fed, è ragionevole attendersi un potenziale rialzista contenuto finché il tasso sui federal funds resterà impostato verso il 4,25%. I trader possono utilizzare strategie in opzioni come short strangle o iron condor per incassare premio mentre il mercato digerisce questi segnali geopolitici e macroeconomici contrastanti.
Occorre monitorare da vicino il supporto a 4.300 dollari, poiché una rottura potrebbe innescare rapidamente ordini di vendita automatizzati fino all’area dei 4.150 dollari. Questo potenziale ribasso è storicamente coerente con fasi di prezzi energetici elevati: quando il WTI trattava su livelli comparabilmente alti a fine 2022, l’oro ha registrato temporanei drenaggi di liquidità prima di stabilizzarsi. Se il supporto dovesse reggere, raccomandiamo l’acquisto di put protettive o la costruzione di bear put spread per coprirsi da un calo improvviso nel caso in cui la riapertura dello Stretto di Hormuz riuscisse e attenuasse i timori inflazionistici globali.
Catalizzatori rialzisti e potenziale di upside
Sul fronte rialzista, vediamo un solido “pavimento” sostenuto dalla robusta domanda delle banche centrali, che negli ultimi anni ha raggiunto acquisti record oltre le 1.000 tonnellate metriche annue e continua a supportare le detenzioni degli ETF sui massimi degli ultimi sei mesi. Qualsiasi sviluppo positivo dai lavori dell’Assemblea Generale dell’ONU potrebbe innescare un rapido rally da ricoperture di posizioni corte verso la media mobile a 200 giorni a 4.541 dollari. Per chi volesse cogliere questo potenziale rialzo, suggeriamo l’utilizzo di opzioni call long con scadenza ottobre per sfruttare un possibile momentum di breakout, limitando al contempo il rischio assoluto.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.