L’oro (XAU/USD) ha esteso il ritracciamento per la seconda seduta consecutiva, arretrando dal massimo post-5 giugno in area 4.450 dollari, ma ha incontrato interesse in acquisto prima di 4.300 dollari, mentre il posizionamento è rimasto prudente. I dati sull’inflazione USA hanno mantenuto il Dollaro statunitense (USD) sotto tono: il PPI di luglio è risultato invariato contro un +0,2% atteso, mentre il tasso annuo è rallentato al 4,7% dal 5,5%, e il CPI pubblicato a inizio settimana ha ulteriormente confermato il raffreddamento della dinamica dei prezzi. I mercati hanno ridotto la probabilità implicita di un rialzo Fed a settembre al 40% dal 72% di fine luglio, sebbene i futures sui Fed funds prezzino ancora una probabilità di poco superiore al 65% di un rialzo entro fine anno, in calo da quasi l’85% di una settimana fa.
Il rischio geopolitico ha aggiunto forze contrastanti, con le tensioni attorno all’Iran e allo Stretto di Hormuz che hanno sostenuto un “premio” per il rischio guerra, a supporto della domanda di USD. Sul fronte grafico, l’oro è rimasto sopra la EMA a 200 periodi sul timeframe a 4 ore, ma il momentum si è indebolito: il MACD è rimasto sotto lo zero e l’RSI ha oscillato vicino a 42. I livelli di supporto si collocano a 4.285 dollari, poi 4.234 e 4.184, mentre le resistenze sono indicate a 4.347 e sul massimo di ciclo a 4.448,40.
Strategie di trading su derivati e livelli tecnici chiave
Consigliamo ai trader di derivati di adottare un’impostazione da neutrale a moderatamente rialzista sull’oro, mentre il metallo si stabilizza appena sopra il cruciale supporto psicologico di 4.300 dollari. I recenti dati USA sull’inflazione, più “freschi” del previsto, incluso il PPI di luglio piatto, hanno tagliato la probabilità di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre al 40%. Storicamente, quando le attese di rialzo si riducono così rapidamente, l’oro tende a costruire una base solida, poiché gli asset privi di rendimento diventano relativamente più attraenti per gli investitori.
Alla luce della fase di consolidamento, suggeriamo di utilizzare strategie in opzioni orientate al trading in range, come short iron condor o calendar spread. I livelli tecnici chiave da monitorare sono il supporto immediato a 4.285 dollari e la resistenza a 4.347 dollari, in linea con i recenti ritracciamenti di Fibonacci. Se l’oro dovesse rompere al ribasso 4.285, è opportuno valutare coperture con opzioni put (downside) puntando alla successiva area di supporto principale in prossimità di 4.234 dollari.
Considerazioni geopolitiche e outlook di breve termine
Tuttavia, è necessario mantenere un’elevata attenzione sull’aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in particolare attorno allo Stretto di Hormuz, che continuano a sostenere la domanda di beni rifugio. Storicamente, fiammate geopolitiche di rilievo possono far impennare il Cboe Gold ETF Volatility Index di oltre il 15% nell’arco di pochi giorni, rafforzando il Dollaro USA e limitando i guadagni immediati dell’oro. Per gestire questo “tiro alla fune”, si possono acquistare opzioni call out-of-the-money sia su USD sia sull’oro, così da beneficiare di un eventuale breakout improvviso della volatilità.
Guardando alle prossime settimane, sarà importante monitorare da vicino le imminenti pubblicazioni macroeconomiche USA, in particolare vendite al dettaglio e fiducia dei consumatori. Questi indicatori potranno confermare il rallentamento economico oppure riaccendere le aspettative di un rialzo entro fine anno, attualmente stimato al 65% di probabilità. Posizionarsi per la volatilità di breve periodo attorno a questi dati tramite strategie di straddle consentirà di catturare movimenti bruschi in entrambe le direzioni.
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