L’oro è rimasto sopra i 4.000 dollari, con XAU/USD in area 4.035 e poco mosso rispetto a venerdì, anche se lunedì ha ceduto dopo un’apertura con gap rialzista. Il petrolio ha ripiegato con l’allentarsi delle tensioni in Medio Oriente: il WTI si è mantenuto vicino a 78 dollari contro circa 85 dollari alla chiusura della scorsa settimana. Il dollaro USA è sceso nelle prime ore per poi invertire la rotta e rafforzarsi sul mercato FX, sostenuto nella sessione USA dall’ISM Manufacturing PMI, salito a 55,6 in luglio da 53,3 in giugno e superiore al consenso a 54. L’attenzione ora si sposta sui dati sul lavoro USA, con le JOLTS Job Openings e l’indagine ADP sull’Occupazione in uscita prima del report NFP di luglio di venerdì.
Sul piano tecnico, il tono di breve è rimasto da neutrale a ribassista. Sul grafico a 4 ore, i prezzi si collocavano sotto la SMA a 20 periodi a 4.065,14 dollari, la SMA a 100 periodi a 4.053,24 dollari e la SMA a 200 periodi a 4.075,53 dollari; il Momentum era sotto la linea mediana mentre l’RSI oscillava intorno a 43. La lettura daily rifletteva lo stesso quadro: la SMA a 20 giorni era a 4.060,40 dollari, l’RSI a 14 giorni segnava 44,86 e il Momentum a 14 giorni restava neutrale. Le resistenze sono viste a 4.053,24 dollari, poi 4.065,14 e 4.075,53 dollari, mentre i supporti si collocano a 4.000 dollari e al minimo di giugno a 3.941.
Strategia di trading e livelli chiave
Raccomandiamo ai trader su derivati di adottare un approccio prudente, vendendo sui rialzi, poiché l’oro fatica a mantenere la posizione appena sopra la soglia psicologica dei 4.000 dollari. Con XAU/USD sotto le principali medie mobili, inclusa la Media Mobile Semplice a 20 giorni a 4.060,40 dollari, il percorso di minore resistenza resta verso il basso. Valutiamo l’apertura di posizioni short su rimbalzi temporanei verso l’area di resistenza a 4.053 dollari, mantenendo stop-loss stretti appena sopra la SMA a 200 periodi a 4.075,53 dollari.
Driver macro e rischi al ribasso
Il nostro scenario ribassista è rafforzato dall’inaspettata forza dell’ISM Manufacturing PMI statunitense, balzato a 55,6 in luglio da 53,3 in giugno. Storicamente, un comparto manifatturiero USA robusto sostiene il dollaro, che in genere esercita pressione ribassista sugli asset privi di rendimento come l’oro. Dobbiamo monitorare attentamente i dati sul lavoro USA in uscita questa settimana, inclusi i Nonfarm Payrolls, poiché un altro report solido potrebbe spingere rapidamente l’oro sotto il supporto critico dei 4.000 dollari.
Se in precedenza le tensioni geopolitiche in Medio Oriente avevano spinto l’oro su massimi storici oltre 4.000 dollari, il repentino allentamento di questi conflitti sta riducendo rapidamente il premio “bene rifugio” del metallo. Negli ultimi anni, gli acquisti delle banche centrali—arrivati a un quasi record di 1.037 tonnellate nel 2023 e rimasti sostenuti per tutto il 2024—hanno supportato in modo significativo la traiettoria rialzista dell’oro, ma un ritorno di flussi verso asset in dollari ad alto rendimento potrebbe innescare una correzione più profonda. Se il livello dei 4.000 dovesse cedere nelle prossime settimane, il nostro prossimo obiettivo ribassista principale sarebbe il minimo di giugno a 3.941.
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