L’oro ha registrato il maggiore rialzo settimanale da gennaio, superando per la prima volta da metà giugno la soglia dei 4.300 dollari e spingendosi poi oltre 4.350, mentre i mercati hanno ridimensionato le aspettative di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre. Dati USA più deboli hanno alimentato il movimento: ADP ha indicato un aumento degli occupati nel settore privato di 44 mila unità a luglio contro un consenso di 70 mila, mentre la componente occupazionale dell’ISM Servizi PMI è scesa in territorio di contrazione a 47,4 da 51,2. Il CME FedWatch Tool ha stimato la probabilità di un rialzo a settembre intorno al 55%, in calo da quasi il 70% di una settimana prima, e l’oro è balzato di oltre il 4% mercoledì, il maggiore guadagno giornaliero da inizio febbraio. I dati BLS hanno poi mostrato che a luglio i Nonfarm Payrolls (NFP) sono diminuiti di 23 mila, dopo un aumento di 20 mila a giugno rivisto al ribasso da 57 mila e sotto una previsione di 80 mila.
L’attenzione si sposta ora sul CPI USA di luglio in uscita mercoledì, con consenso allo 0,1% m/m e core CPI allo 0,2% dopo lo 0,0% di giugno. Sul piano tecnico, l’RSI giornaliero è ai massimi da fine gennaio, con resistenze sulla SMA a 100 giorni a 4.390 dollari e in area 4.495-4.510, dove la SMA a 200 giorni incrocia il ritracciamento di Fibonacci al 38,2%; una rottura aprirebbe la strada a 4.680 dollari, in corrispondenza del ritracciamento al 50%. I supporti sono indicati a 4.300, poi 4.150 e 4.100-4.080, con 3.965 più in basso. Nel 2022 le banche centrali hanno aggiunto 1.136 tonnellate d’oro per un valore di circa 70 miliardi di dollari, il massimo acquisto annuo mai registrato.
—Strategia e outlook per il trading su derivati sull’oro
Consigliamo ai trader su derivati di posizionarsi per una prosecuzione della pressione rialzista sull’oro, mentre consolida il breakout sopra la soglia dei 4.300 dollari. Dopo la corsa storica del metallo negli ultimi due anni, che ha visto i prezzi salire con continuità dalla fascia di metà 2.000 dollari, quest’ultimo breakout tecnico segnala una solida inversione bullish. Posizioni long con leva o opzioni call risultano particolarmente interessanti in questa fase, a condizione che regga il supporto cruciale a 4.300 dollari.
Il prossimo grande catalizzatore è il report sull’inflazione di luglio, con il mercato che si attende un moderato incremento del core CPI dello 0,2%. Se la lettura dell’inflazione dovesse risultare più contenuta del previsto, ci aspettiamo un rapido movimento verso la media mobile semplice (SMA) a 100 giorni a 4.390 dollari. In questo scenario, l’acquisto di opzioni call a breve scadenza sull’oro consentirebbe di beneficiare del calo dei rendimenti dei Treasury USA, mentre si riducono le scommesse su un rialzo dei tassi a settembre.
Al contrario, occorre proteggere i portafogli da un’inflazione superiore alle attese, che probabilmente riaccenderebbe i timori di rialzi dei tassi. In tal caso, raccomandiamo di inserire stop-loss stretti appena sotto le aree di supporto a 4.150 e 4.100 dollari per evitare drawdown significativi. Storicamente, l’oro ha mostrato ritracciamenti improvvisi del 3%-5% quando i dati sull’inflazione sorprendono al rialzo, rendendo essenziale una rigorosa gestione del rischio questa settimana.
—Copertura del rischio geopolitico con oro e petrolio
Suggeriamo inoltre di utilizzare opzioni sul greggio per coprirsi da improvvisi cambiamenti geopolitici in Medio Oriente, in particolare nell’area dello Stretto di Hormuz. Se da un lato l’allentamento delle tensioni ha temporaneamente spinto al ribasso i prezzi del petrolio e sostenuto l’oro, dall’altro un eventuale deterioramento improvviso dei negoziati sulla navigazione potrebbe invertire rapidamente questa dinamica. Poiché un rinnovato conflitto farebbe impennare i prezzi dell’energia e riaccenderebbe i timori inflazionistici, mantenere strategie long volatility su entrambi gli asset aiuterebbe a gestire le prossime settimane.
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