L’oro è sceso di oltre lo 0,44% martedì, con XAU/USD a 4.393 dollari, mentre i mercati seguivano il conflitto USA-Iran e l’aumento dei prezzi energetici, posizionandosi in vista delle pubblicazioni sull’inflazione statunitense. Il West Texas Intermediate (WTI) è salito dell’1% a 92,10 dollari al barile e l’attenzione si è spostata sul PPI di giovedì seguito dal CPI di venerdì, con le aspettative sui tassi legate alla Federal Reserve (Fed). I mercati monetari attribuiscono al prossimo meeting una probabilità del 63% di un rialzo Fed di 25 punti base, secondo Prime Terminal, mentre sul fronte del lavoro l’attenzione include le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione (Initial Jobless Claims) per la settimana conclusa il 5 settembre.
Il movimento non è stato guidato né dai tassi né dal dollaro: il rendimento del Treasury USA a 10 anni è rimasto invariato al 4,788% e il Dollar Index (DXY) ha ceduto lo 0,04% a 98,86. Sul piano tecnico, il prezzo si è avvicinato alla media mobile semplice (SMA) a 100 giorni a 4.346 dollari, con supporto a 4.300; al di sotto si collocano 4.282 e la SMA a 50 giorni a 4.254, quindi 4.200. Le resistenze partono sopra 4.400, con livelli a 4.450 e 4.500; oltre si trovano la SMA a 200 giorni a 4.535, poi 4.600 e il massimo del 25 agosto a 4.697. Il CPI di luglio è atteso a 0,4% m/m e 3,4% a/a, con il core CPI a 0,2% m/m e 2,4% a/a. Le banche centrali hanno aggiunto 1.136 tonnellate d’oro per un valore di circa 70 miliardi di dollari nel 2022.
Driver di volatilità e risposte tattiche
Consigliamo ai trader su derivati di prepararsi a una volatilità più elevata in avvicinamento alla pubblicazione dei dati USA su PPI e CPI di questa settimana. Se il CPI dovesse superare il 3,4% anno su anno atteso, ci aspettiamo una rapida ri-prezzatura delle aspettative sui tassi, che al momento incorporano una probabilità del 63% di un rialzo la prossima settimana. I trader dovrebbero valutare put di breve termine sull’oro (XAU/USD) per coprirsi da un potenziale calo verso l’area di supporto a 4.300 dollari.
È inoltre necessario monitorare l’aumento dei costi energetici, con il WTI attualmente sopra i 92 dollari al barile per effetto delle tensioni in Medio Oriente. Storicamente, prezzi del petrolio stabilmente sopra 90 dollari tendono a trasmettersi direttamente all’inflazione core, aggiungendo pressione al rialzo sui prezzi al consumo nel giro di pochi mesi. In questo contesto, call sul petrolio o su indici di volatilità possono rappresentare strumenti tattici utili per compensare eventuali perdite sui metalli preziosi.
Scenario tecnico e posizionamento strategico
Dal punto di vista tecnico, l’oro scambia a 4.393 dollari e guarda alla sua media mobile semplice (SMA) a 100 giorni a 4.346 dollari. Poiché l’RSI è sceso sotto la soglia neutrale di 50, il trend di breve periodo punta al ribasso. Raccomandiamo di impostare stop-loss stretti in area 4.400 dollari, livello di resistenza, se si detengono posizioni short.
Nonostante le pressioni ribassiste di breve termine, riconosciamo che gli acquisti di oro da parte delle banche centrali restano un potente sostegno di lungo periodo per il metallo. Storicamente, acquisti massicci—come il record di 1.136 tonnellate acquistate dalle banche centrali in un singolo anno—offrono un solido “pavimento” ai prezzi durante le fasi di incertezza macroeconomica. Pertanto, suggeriamo di cercare opportunità d’acquisto o call a lunga scadenza se l’oro dovesse scendere verso la più robusta area di supporto in prossimità di 4.200 dollari.
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